Fivizzano, il sindaco Paolo Grassi non concorda con la bassa posizione del comune per le prestazioni globali quantitative

FIVIZZANO- In questi giorni il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi apprende che, nonostante da anni abbia, con il suo gruppo di governo, seguito una politica di contenimento dei costi, a partire da quelli del personale dipendente e dal mantenimento, anche migliorativo, dei servizi offerti alla cittadinanza, il risultato ottenuto è che al comune di Fivizzano, per le prestazioni globali quantitative è stato assegnato un punteggio di 5,40 (su scala da 1 a 10), ed una spesa di +15,45% rispetto a quella standard.
Le peggiori prestazioni, nel dettaglio, riguardano: servizio rifiuti punti 3,80, trasporti punti 4,20, asili nido punti 4,60 e territorio punti 5.
Paolo Grassi, pur non mettendo in dubbio la parte elaborativa prodotta da esperti, si chiede come siano avvenuti, e su quale base, i confronti.
Tuttavia, ciò che comporta un maggior esborso rispetto ad altre realtà viene menzionato dal sindaco con un’enumerazione chirurgica, che riguardano la morfologia, gli abitanti e le varie prerogative del territorio, con i suoi 181 Km2, 44 cimiteri, 1.080 km di strade, comune montano, 8 mila abitanti di cui il 32% superano i 65 anni d’età, 94 frazioni, con un risultato di raccolta dei rifiuti che vede il 72% di raccolta differenziata.
Il territorio, fa notare Paolo Grassi, è posto tra il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e il Parco Regionale delle Alpi Apuane, un territorio classificato “Zona 2” ad alto rischio sismico, interessato spesso da fenomeni di abbondanti precipitazioni che comportano frane e smottamenti, quindi con alto rischio idrogeologico. Infatti, negli ultimi cinque anni sono avvenute quattro alluvioni che hanno costretto ad una spesa di circa tre milioni di euro. Senza contare che dagli anni trenta il comune di Fivizzano è stato soggetto a un grave spopolamento, passando da circa 19 mila abitanti agli attuali 8 mila.
Allora il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi si pone due fondamentali interrogativi: “Com’è possibile pensare che il nostro comune, che già lotta contro lo spopolamento e l’abbandono dei borghi, possa ridurre ancora i costi senza ridurre i servizi ai cittadini?”; “Come si può pensare che il Dipartimento Comitato Nazionale per le Aree interne presso il DPS della presidenza del Consiglio finanzi l’area di progetto Lunigiana e Garfagnana nell’ambito delle aree interne (SNAI), che tiene conto di incentivare la mobilità, sanità sociale, tutela del territorio, istruzione e formazione, il tutto per mantenere i cittadini in zona montana, e allo stesso tempo si prevedano ulteriori tagli agli enti che non raggiungono i cosiddetti ‘Costi standard’?”.
La conclusione di Paolo Grassi è rivolta al governo, che invita a rivedere i parametri che interessano il territorio comunale di Fivizzano, e che nella giusta lotta alle spese superflue, tenga in debito conto le sostanziali differenze dei territori e le difficoltà che caratterizzano i comuni montani posti all’interno dei programmi SNAI.

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