Storie di gruppi (2): Scorpions

A parte i grandi personaggi della musica classica (Beethoven, Bach, Wagner, Brahms ecc.), la Germania non è certo famosa per aver dato alle masse dei fenomeni nel campo della musica moderna. C’è stato il periodo del cosiddetto kraut-rock, una pagina importante della psichedelia ed anche alcuni validi esponenti del progressive, oltre al caso a parte dei geniali Kraftwerk, ma in generale parliamo di una scena piuttosto scarna. Gli Scorpions rappresentano un’eccezione, infatti, nel variegato mondo del rock duro, ma poi duro nemmeno tanto, sono stati un punto di riferimento per band divenute anche più celebri di loro stessi. Attivi da oltre cinquant’anni, sebbene abbiano conosciuto il successo solo dopo una lunga gavetta, gli Scorpions hanno venduto milioni di dischi in tutto il globo, guadagnandosi una reputazione di tutto rispetto. Politicamente scorretti, nel senso che molti dischi sono stati boicottati solamente per via delle copertine considerate maschiliste dato che riproducono donne semisvestite, per un certo tempo hanno avuto la nomea di band specializzata nelle ballad.

Tratto caratteristico degli Scorpions la voce acuta e tagliente del cantante storico, Klaus Meine e la chitarra del fondatore e vero leader Rudolf Schenker. Lo stesso Schenker, siamo nel 1965, sebbene sia un fan dei Beatles forma un primo gruppo musicale orientato prevalentemente verso il pop psichedelico e per alcuni anni farà parte del circuito underground non solo della città natale, Hannover, ma piano piano del Paese intero.

Bisogna aspettare fino al 1972 per l’uscita del primo vero album targato Scorpions,Lonesome Crow”, un esordio non certo hard-rock se non in poche tracce, ma che convince il famoso gruppo inglese UFO ad ingaggiare Schenker come chitarrista. Tempo un paio d’anni e Rudolf torna nel gruppo che pubblica il secondo lavoro, “Fly To The Rainbow”; il disco ottiene buoni riscontri grazie al brano che dà il titolo all’album e a “Speedy’s Coming”. Il terzo album, “In Trance”, inaugura le copertine censurate degli Scorpions per evidenti allusioni sessuali ma è anche il disco che decreta la definitiva tendenza hard-rock della band. Contiene tre loro classici come la title-track e “Robot Man” e “Dark Lady”, ma è con il lavoro successivo, “Virgin Killer” che la band teutonica conquista il primo disco d’oro. Tuttavia, di questo disco si ricordano le pesanti polemiche e censure scatenate dalla copertina raffigurante una bambina nuda, associata al titolo dell’album, assassino di vergini, che servì a fare una gran pubblicità alla compagine tedesca.

Gli Scorpions hanno sempre preso le distanze da questa scelta voluta dalla casa discografica e spiegarono che l’assassino di vergini era il tempo che scorre, ad ogni modo non sarà l’ultimo episodio che farà discutere. Dopo il singolo di grande successo “Steamrock Fever” estratto dal seguente album ed un tour giapponese, arriva la consacrazione nel 1979 con “Lovedrive”. Contiene brani famosi come “Loving You Sunday Morning” e “Another Piece Of Meat” ma soprattutto una delle ballad più belle e famose della storia dell’hard-rock, “Holiday”: “Lasciati portare lontano,
una vacanza ti piacerebbe. Desiderando il sole verrai nell’isola senza nome. Desiderando il sole sii benvenuta sull’isola molte miglia lontana da casa. Sii benvenuta nell’isola senza nome…”. Questo album viene proclamato disco dell’anno addirittura davanti a “Highway To Hell” degli AC/DC che andavano fortissimo in quel periodo e proietta gli Scorpions verso la fama mondiale. Anche qui, polemiche a non finire per la copertina, premiata persino dalla rivista Playboy ma anche per il seguente “Animal Magnetism” si ripeterà lo stesso cliché di censure e di sdegno generale. Tra l’altro, questo nuovo disco sarà accolto male dalla critica pur contenendo brani come “The Zoo” e “Make It Real”, ma soprattutto la splendida ballad “Lady Starlight” che da sola ne varrebbe l’acquisto.

Il cantante Klaus Meine a questo punto ha gravi problemi alle corde vocali e rischia grosso, tuttavia, nonostante il consiglio di smettere di cantare, si riprende alla grande, appena in tempo per partecipare all’incisione di “Blackout”, grande successo degli indomabili Scorpions. Brani come “Dynamite” e “No One Like You”, trascinano il pubblico ed il disco vende in modo spropositato diventando di Platino; il tour relativo, vide l’esordio, come loro spalla, degli Iron Maiden e gli Scorpions arrivarono ad esibirsi negli Usa davanti a 300.000 spettatori, coadiuvati dai Van Halen, U2, Clash ed altri grandi nomi.

Il seguente “Love At First Sting”, è uno dei più venduti nella storia del rock grazie a brani come “Rock You Like A Hurricane”, “Big City Nights” ed il loro brano più celebre in assoluto, la splendida, struggente “Still Loving You”: “Devi darmi un’altra possibilità, questa non può essere la fine. Sono ancora innamorato di te. Sono ancora innamorato. Ho bisogno del tuo amore, sono ancora innamorato di te…”. Seguiranno fantastici concerti oceanici in tutto il mondo per una band che si è sempre rialzata in tempo per cogliere grandi successi come “Wind Of Change”, un singolo da sette milioni di dollari.

Sono ancora attivi gli Scorpions, con le loro provocatorie copertine, le loro intense ballate e le loro graffianti chitarre, come scorpioni sempre pronti a pungere.

(Fabrizio Bordone)

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