La donna del mese: Josephine March

La donna del mese di novembre non è un personaggio in carne e ossa, ma la protagonista di un romanzo, anzi di una saga, “Piccole donne” di Louisa May Alcott. Parliamo di Josephine (Jo)  la secondogenita di casa March. Jo è la ribelle, la sorella-maschiaccio, l’indipendente, l’aspirante scrittrice. Ma Jo è, soprattutto, l’alter ego della sua mamma letteraria.

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La Alcott, di cui ieri ricorreva il 184° anniversario della nascita, fu donna indipendente, attivista, che lottò per le donne e i loro diritti; in Jo trasferì buona parte del suo animo battagliero. All’inizio della saga troviamo Jo intenta a disperarsi per non essere un uomo e non poter andare in guerra come l’amato padre: la ragazza mal sopporta le costrizioni femminili dell’epoca, gli abiti eleganti, le civetterie a cui aspirano le sorelle Meg ed Amy. Jo è protettiva verso la piccola Beth, timida e debole, vuole diventare scrittrice per mantenere la famiglia (e i suoi racconti, infatti, aiuteranno più di una volta i March). Respinge l’amico di sempre, Laurie, che le potrebbe assicurare un futuro stabile e sicuro, poiché è molto ricco e profondamente innamorato di lei, che però non lo ama e decide di non rinunciare alla sua indipendenza. Il carattere poco conciliante le impedisce anche di effettuare un viaggio in Europa con l’anziana zia, che le preferisce la più docile Amy. Questo episodio doloroso non abbatte Jo, che pur maledicendosi per la sua lingua lunga, ben presto decide di partire da sola per andare a lavorare a New York.

Jo si sposerà (la Alcott, invece, non lo farà mai), ma solo per amore, con un professore tedesco molto più anziano di lei e senza un soldo (ma, come gli dirà lei, “la povertà non mi fa paura) e assieme a lui realizzerà uno dei suoi sogni, quello di aiutare tanti ragazzi meno fortunati ad avere un’istruzione, una famiglia e la possibilità di un lavoro. A questo importante progetto di Jo sono dedicati ben due capitoli della quadrilogia, “Piccoli uomini” e “I ragazzi di Jo”.

Jo è, per l’epoca, un personaggio di una forte modernità, che coniuga lavoro e famiglia, sogni e doveri. Moderno per l’epoca e, forse, un po’ anche per oggi.

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