#iodicoNoTour alla Spezia il 29 novembre

LA SPEZIA – I portavoce del Movimento 5 Stelle salgono in treno per l’ #iodicoNoTour, che li porterà in giro per l’Italia a spiegare le ragioni del NO al referendum costituzionale del 4 dicembre. Un lungo viaggio di oltre 6.000 chilometri su treni regionali e traghetti per tutta la penisola da Nord a Sud, Sicilia e Sardegna incluse con 48 tappe in altrettante città. Il tour partito il 10 novembre scorso da Aosta si concluderà venerdì 2 dicembre a Torino.

La tappa di martedì 29 novembre si svolgerà a La Spezia. I portavoce M5S arriveranno alla Stazione Centrale alle ore 20, da lì si muoveranno a piedi alla volta di piazza Cavour, dove alle ore 21 è in programma l’incontro con i cittadini che vedrà la partecipazione dei seguenti portavoce:

Manlio Di Stefano, Ivan Della Valle, Vito Crimi, Danilo Toninelli, Mirko Busto, Andrea Quartini, Giacomo Giannarelli, Marco De Ferrari, Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Riccardo Nuti, Michele Dell’Orco, Dalila Nesci, Ornella  Bertorotta, Alice Salvatore, Carlo Sibilia, Roberta Lombardi, Paola Carinelli, Davide Crippa, Angelo Tofalo, Luigi Gallo, Simone Valente, Rosetta Enza Blundo, Daniele Pesco, Sergio Battelli, Carlo Colombini, Marcella Ariodante, Terenzio Dazzini. Possibile la presenza anche di Beppe Grillo.

Giovedì 1° dicembre l’ #iodicoNOTour  si trasferirà a Genova. Alle ore 20.30 l’arrivo in stazione Brignole; a partire dalle ore 21 l’appuntamento è in piazza Matteotti per una delle agorà più attese dell’intero viaggio lungo la penisola.

Nelle piazze d’Italia e a bordo dei treni regionali i portavoce nazionali, europei, regionali, comunali parleranno con i cittadini e spiegheranno loro l’inganno del quesito truffa della ‘riforma’ Renzi-Verdini-Boschi.

Uno stravolgimento di ben 47 articoli della nostra Costituzione che toglierà potere decisionale al popolo con un Senato che non sarà più eletto dai cittadini, immunità per consiglieri regionali e sindaci nominati senatori dai partiti e che dovranno fare il ‘doppio-lavoro’. Il tutto con costi del Senato sostanzialmente immutati (se si fosse approvata la legge taglia-stipendi M5S si genererebbero 87 milioni di euro di risparmi senza toccare la Costituzione, 30 milioni in più della ‘riforma’ Renzi). Regioni ed enti locali vedranno inoltre esautorati i loro poteri in tema di difesa  ambientale e del territorio e saranno triplicate le firme per presentare leggi d’iniziativa popolare… Una controriforma a cui dire NO.

Nelle piazze e strade d’Italia e a bordo dei treni i cittadini potranno parlare con i portavoce M5S delle vere riforme che servono a questo Paese: lotta alla povertà e reddito di cittadinanza, una rete di trasporti locali efficiente, tutela del territorio, aiuti alle piccole e medie imprese, tutela del lavoro, lotta alla corruzione e le mafie, sicurezza.

 

 

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