Presentazione del libro “Eppur bisogna ardir” di Giorgio Pagano a Fivizzano

FIVIZZANO – La presentazione del libro di Giorgio Pagano, “Eppur bisogna ardir”, una raccolta di saggi sulla Storia della Resistenza nella provincia di La Spezia e in Lunigiana, sarà presentato venerdì 25 novembre 2016, ore 18, presso la sede dell’AdV Dal libro alla solidarietà, Piazza Medicea 32, Fivizzano.

Oltre all’autore stesso, interverranno Daniele Rossi e Lina Pecini, Presidente e Vicepresidente della Sezione Anpi Casola in Lunigiana-Fivizzano, Maurizio Fiorillo, storico della Resistenza alla Spezia e in Lunigiana e Carmine Mezzacappa, Presidente dell’Associazione Dal libro alla solidarietà.

Al termine verrà servito un apericena con l’autore al prezzo di 10 euro. E’ gradita la prenotazione (telefonare a 320 0953791 e 340 7509932).

L’iniziativa è organizzata dalla Sezione Anpi di Casola in Lunigiana-Fivizzano, dall’Associazione Dal libro alla solidarietà e dall’Associazione Culturale Mediterraneo.

Il libro, edito da Cinque Terre, è una storia della Resistenza nella IV Zona operativa, fatta rivivere attraverso le testimonianze dei protagonisti, le ragazze e i ragazzi di settant’anni fa. “Eppur bisogna ardir” si apre con la prefazione di Donatella Alfonso, giornalista di “Repubblica” e scrittrice, e prosegue con l’introduzione dell’autore e i tre capitoli “La Storia”, “Racconti e ritratti” e “Facio e Laura” (si tratta delle pagine dedicate alle figure di Dante Castellucci “Facio”, partigiano ucciso da altri partigiani, e della sua compagna Laura Seghettini). La Resistenza spezzina si svolse in buona parte in territorio lunigianese, ed ebbe molti partigiani lunigianesi tra i protagonisti principali: da Nello Quartieri “Italiano”, a Laura Seghettini di Pontremoli a Edoardo Bassignani “Ebio” di Merizzo. Partigiani spezzini ebbero inoltre un rapporto stretto con la Resistenza nella zona di Fivizzano e Casola, da Renato Iacopini “Marcello” ad Alfredo Contri. Numerosi furono, infine, i partigiani spezzini che morirono nei territori di Fivizzano e Casola: ne parlerà Daniele Rossi, che su questo punto sta effettuando una ricerca.

La conclusione del libro è affidata al saggio “La Resistenza e la sua eredità 1945-2015”, una riflessione su come trasmettere ai giovani la scelta morale e la concezione della politica della Resistenza e su come far sì che l’antifascismo e la Costituzione siano alla base di uno “spazio repubblicano” condiviso da tutti gli italiani. “Oggi -sostiene l’autore – i partiti non ci sono più, o almeno non ci sono più quelli veri, radicati nel popolo. Prima l’eredità della Resistenza cercavano, anche se non ci sono mai riusciti fino in fondo, di trasmetterla loro. Ma oggi? Dobbiamo ripartire dalle persone, dalle donne e dagli uomini semplici che hanno fatto la Resistenza, che sono i protagonisti delle tante piccole storie di questo libro. Ma ripartire anche, più in generale, dalle donne e dagli uomini semplici della nostra storia del dopoguerra e di oggi. Non dai poteri costituiti, ma dai germogli che nascono dal basso, dalla società”.

Il titolo del libro è quello di un verso originario di “Fischia il vento”, la canzone più amata dai partigiani ai monti. Giorgio Pagano spiega così lo spirito che pervade il libro: “L’ardore, inteso come coraggio morale, è il tema di questo libro. Perché, come disse Robert Kennedy, ‘il coraggio morale è merce più rara del coraggio in battaglia o dell’intelligenza’. Settant’anni fa ognuno si trovò solo di fronte alla propria scelta. Ogni partigiano ebbe un suo personale ‘ardir’: da tutte queste storie individuali sorse una storia collettiva. Fu la dimensione morale, che Piero Calamandrei indicava come una sorta di impulso diffuso, generato ‘da una voce sotterranea’, a indicare agli italiani la via della ribellione e del riscatto. Le ombre della Resistenza, che pure ci furono, non scalfiscono la luce della dimensione morale. Il valore del coraggio morale dei partigiani è più che mai attuale in una fase in cui è del tutto assente dalle qualità degli uomini pubblici, sostituito dall’accondiscendenza supina e dalla cedevolezza d’animo. Di coraggio morale abbiamo bisogno per tornare alla politica-virtù contro la politica-cinica tecnica del potere”.

Alberto Bonfigli

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