Quartieri del Levante: “Dove sono stati in questi anni i sindacalisti che ora intervengono sulla situazione del Porto spezzino?”

LA SPEZIA- Gli interventi di qualche sindacalista sulla situazione del Porto spezzino, a seguito dell’inchiesta della Magistratura,  ci lasciano abbastanza perplessi anche perché, secondo noi, hanno la finalità di discolparsi delle scelte sbagliate che negli ultimi 8 anni hanno arrecato danni allo scalo ed agli operatori portuali.
Molte delle cose che dicono, ripropongono, in effetti, vecchie impostazioni organizzative e pianificatorie sul Porto di La Spezia e questo nonostante la realtà odierna ed i cambiamenti marittimi degli ultimi 10 anni.

E noi ci chiediamo “Ma dove erano alcuni di questi sindacalisti in questo periodo di tempo? E come hanno potuto votare e favore di alcune, discutibili e poco trasparenti delibere che sono ora sotto i riflettori della Magistratura, nella quale riponiamo la massima fiducia?”.
Questi rappresentanti sindacali, invece di pressare la nuova commissaria nonché futura Presidente del sistema La Spezia-MassaCarrara, farebbero meglio a collaborare al fine di approfondire la situazione del porto spezzino nel quadro nazionale in modo da poter elaborare, con la massima condivisione, una proposta organizzativa e pianificatrice del ciclo portuale nel nuovo sistema, onde ottenere uno sviluppo sostenibile-occupazione-ambientalizzazione. Negli interventi di bottega di alcuni sindacalisti sospettiamo si voglia trascurare quanto è successo di negativo nel porto spezzino in questi 10 anni trascorsi esaltando l’immagine dei pochi risultati positivi per convincere la città che l’unica via per salvaguardare l’occupazione sia quella di una città portuale con un porto sovradimensionato ed invasivo al fine di far concorrenza ad altri porti vicini .
In questo modo non si va da nessuna parte e bisogna ritrovare razionalizzazione e ruolo dei porti nazionali ,evitare sprechi di risorse pubbliche in interramenti inutili senza competitività tra i porti italiani poiché i nostri concorrenti sono quelli europei.
La via da percorrere sul territorio spezzino è quella della diversificazione produttiva con un progetto integrato che valuti sviluppo-occupazione-ambiente senza soluzioni univoche ed invasive che mettono a rischio la convivenza Porto-città.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante

Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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