Venerdì 18 con le Edizioni Giacché: esce il libro su Augusto Magli e i palazzi spezzini

LA SPEZIA – Domani venerdì 18 novembre all’ Nh Hotel (ex Jolly) le Edizioni Giacché presentano al pubblico un nuovo volume della rassegna “La Spezia e i suoi palazzi” che ci svela l’opera dello scultore Augusto Magli, che molto ha contribuito a disegnare il “nuovo” volto novecentesco della città.

Solo per la giornata del 18, sarà possibile inoltre vedere cinque sculture inedite in mostra per l’occasione sempre presso l’hotel Nh che verranno brevemente introdotte da Fabrizio Mismas alle ore 17,00.

Alle ore 17,30 si passa alla presentazione del libro di Mismas su Augusto Magli, introdotto dalla storica dell’arte Raffaella Fontanarossa, che ne firma anche la prefazione, che esordisce sottolineando la «straordinaria fioritura di edifici in città, a partire dai primi decenni del XX secolo» nonché «l’impatto dei relativi apparati decorativi» dei palazzi.

Quale ammirazione dovesse suscitare nel visitatore La Spezia d’anteguerra, possiamo oggi soltanto immaginarlo; da alcuni scorci, dalle foto dell’epoca, dai pochi angoli ancora intatti e dai molti dettagli superstiti in cui possiamo cogliere ciò che resta dello spirito di una città ricca e ambiziosa.

Ancora oggi, dopo le devastanti distruzioni della guerra che hanno sfigurato il suo volto, La Spezia ci sorprende sempre quando alziamo lo sguardo a incontrare volute, rilievi e decorazioni affacciate ai lati delle strade.

Augusto Magli fu proprio uno degli artefici di quella bellezza e, da scultore qual era, seppe imprimere anche alle decorazioni la plasticità elegante del suo stile unico, dal Trianon al palazzo San Giorgio, dai teatri Civico e Cozzani al palazzo del Ghiaccio, dal Palazzo del Governo alla Casa della Buona Novella, al Grattacielo di via Veneto, a molti altri edifici.

Fu un artista prolifico, autore di statue e monumenti importanti, che passa senza soluzione di continuità dalla decorazione architettonica all’arte funebre, dalla ritrattistica all’arte sacra, attraverso le opere di oltre mezzo secolo.

Ma se questo libro rende finalmente giustizia all’artista Magli, lo dobbiamo ad un altro scultore spezzino, Fabrizio Mismas, che con passione e cura metodica ha cercato, trovato, studiato. Di Magli Mismas ha ricostruito la storia artistica e personale, attraverso bozzetti dimenticati in depositi polverosi, terracotte rintracciate in casa di amici o schizzi e documenti inediti; ha esplorato e immortalato (anche l’apparato iconografico è opera sua) cimiteri, chiese, edifici e collezioni private restituendoci un panorama ricco ed esaustivo della produzione del maestro, che l’autore accompagna sempre con un’attenta lettura della singola opera.

Mismas, da profondo conoscitore della materia qual è, evidenzia anche l’apporto delle maestranze che collaborarono alla realizzazione delle opere, raccontandoci infine i segreti delle tecniche e dei procedimenti artigiani utilizzati all’epoca, ed oggi perduti.

Un viaggio appassionante e non privo di sorprese, questo che ci aspetta, alla scoperta di un altro pezzo importante della nostra identità, sulle tracce della vasta opera di un grande artista, ma anche dell’uomo ad un tempo schivo e capace di stringere una sincera amicizia con il maestro Angiolo Del Santo, che così scriveva a Magli: «La nostra è vera e forte amicizia, noi ci stimiamo di sopra ai vili interessi, e bisognerebbe che altri facessero come noi. Io ho compreso la vostra situazione e voi ammettete la mia. Però noi abbiamo anche dei legami più profondi che cementano la nostra simpatia franca e leale… Vi rammento sempre come una delle poche anime buone che ho trovato sulla mia strada.»

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