Arbasetti e Casagrande: “Forcieri dimissionario per il bene della città? Ma quale città?”

LA SPEZIA- Certo che ci vuole del coraggio dopo la bufera che coinvolge la cricca  dell’Autorità Portuale ed altri a motivare le dimissioni come atto dovuto per il bene della città di La Spezia.
Un presidente, che negli 8 anni in cui ha ricoperto quel ruolo, ha sempre evitato un confronto pubblico con la città e con i quartieri più esposti ad impatto ambientale e che ha usato, si presume, una specie di abuso d’atti di potere per cercare di imporre, con arroganza, scelte unilaterali insieme al Comitato Portuale ed ai poteri forti della città. Un presidente di Autorità Portuale che ha ostacolato il Tavolo Pubblico, votato dal Consiglio Regionale quando si approvò il P.R.P, che doveva essere propedeutico al fine dell’attuazione dello stesso. Insomma un modo di governare dannoso, fatto per disunire, per rompere la partecipazione e la coesione della città, necessarie per realizzare un porto sostenibile.

Che queste dimissioni date “per il bene della città” venga a sostenerle in un confronto pubblico con i cittadini dei Quartieri del Levante che ancora oggi,dopo 8 anni della sua “Governance Portuale”, aspettano che vengano realizzate tutte quelle priorità mai fatte come la fascia di rispetto, le verifiche ambientali e quelle acustiche e atmosferiche richiamate molte volte dal Ministero dell’Ambiente.
Insomma: una vera e propria vessazione che continua ad essere pesantissima per i circa 10.000 cittadini dei Quartieri del Levante ovvero Pagliari, Fossamastra e Canaletto; è un fatto che contro ogni buon senso questa Autorità Portuale, oggi sottoposta ad indagine della Magistratura a cui accordiamo piena fiducia, abbia portato avanti uno sciagurato progetto.
Tale progetto è quello di costruire una orrenda baraccopoli sul Molo Pagliari, ovvero la gloriosa Porta di Sion per il quale la città è stata insignita della medaglia al valor civile e ha meritato il nome di Porta di Sion e ciò, malgrado il suddetto molo sia tutelato dal Ministero dei Beni Culturali che vieta qualsiasi utilizzo.
Otto anni in cui l’A.P non solo non ha tutelato i quartieri prospicienti al porto,ma è stata irrispettosa verso il Golfo dei Poeti, non proteggendo l’ambiente e danneggiando un’attività che da sempre è tipica del nostro mare, la mitilicoltura; una A.P che ha fatto pesare un decisionismo che ha portato al ristagno dell’attività portuale che verrà confermato anche per il 2016..
Forse l’unica nota positiva è quella della crocieristica che, pur essendo importante, è assolutamente marginale nel complesso dei lavori del porto quindi altro che porto da record e gestione positiva della portualità spezzina,! Noi siamo in attesa di vederci più chiaro sui dati positivi ed quelli di ricadute negative.
Una cosa è certa che aspettiamo un cambio di rotta ed un rapporto costruttivo da parte del nuovo presidente dell’Autorità Portuale del sistema orientale La Spezia/Massa Carrara che porti a maggior coesione e miglior convivenza fra porto e città.

Per la V.A.S. Onlus Franco Arbasetti; per i Quartieri del Levante Rita Casagrande

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