Nuove regole per l’assegnazione delle case popolari a famiglie italiane ed extracomunitarie. La Lega Nord fivizzanese chiede maggiori controlli

FIVIZZANO – Periodi di crisi economica, perdita del lavoro e tasse da pagare elevate, immigrazione incontrollata, terremoto, sono alcuni dei problemi che attanagliano la vita quotidiana degli italiani.

Anche per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare (ERP), fino a poco tempo fa, le liste di attesa vedevano sempre gli italiani scavalcati dai cittadini extracomunitari, ma la situazione sta ora cambiando come già avvenuto ad Arezzo, Cascina e Montignoso.

L’assegnazione relativa ai contributi per l’integrazione dei canoni di locazione – afferma Giuliano Novell, capogruppo della Lega Nord a Fivizzano – è disciplinata dalla legge 431 del 1998, e nello specifico all’articolo 11 viene indicato che i comuni definiscono entità e modalità di erogazione dei contributi individuando con appositi bandi i requisiti dei conduttori che possono beneficiarne.

Tale legge è stata poi arricchita dal DPR 445/2000, che prevede la possibilità da parte della pubblica amministrazione di richiedere ai cittadini comunitari ed extracomunitari idonee certificazioni che attestino l’assenza di titolarità di diritti di proprietà o altri diritti reali all’estero, avvalendosi dell’ambasciata o del consolato dello stato di provenienza del cittadino.

In sostanza – interviene Giovanni Mura, segretario del Carroccio fivizzanese –, ora gli italiani e gli stranieri sono sullo stesso piano. Mentre per gli italiani il comune controlla la documentazione con Agenzia delle Entrate e Catasto, per gli extracomunitari ora non basta più un’autocertificazione sui patrimoni immobiliari, ma serve un documento dell’Ambasciata o del Consolato di appartenenza dove si specifica che il richiedente non ha proprietà nel suo stato di origine.

In un momento di crisi come quello attuale – concludono Novelli e Mura –, bisogna dare un segnale forte. Servono più controlli per tutti sui requisiti per la casa popolare, affinché vengano scovati sia italiani che extracomunitari furbetti che fanno domanda pur non avendone titolo, in modo che le case popolari vadano a chi ne ha veramente bisogno e diritto.

Alberto Bonfigli

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