Dimenticare in fretta, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Ci eravamo abituati troppo bene con il Verona.
Il ricordo della prodezza di Do Prado è stato cancellato in un pomeriggio grigio ed uggioso sia per le condizioni meteo che per una gara che non ci ha visti mai in partita, che ci ha fatto assaggiare, per la prima volta quest’anno, l’amarezza di chi soffre senza speranza, sopraffatto dalla consapevolezza della eccessiva diversità di valori in campo.
La disinvoltura, la fiducia nei propri mezzi, la personalità del Verona ci hanno annichilito fin dalle prime battute, al di là del numero di occasioni procurate dalle due formazioni.
Mi vengono in mente due considerazioni che la partita di sabato ci può suggerire.
La prima riguarda il fatto che, come accennato, questo campionato equilibrato e quasi parificato ha in effetti una squadra che può fare corsa a sé.
Il Verona appare davvero di un’altra categoria anche se, dobbiamo dire, a differenza di altre stagioni, per quello visto fino ad oggi, dobbiamo riservare questa considerazione giusto solo per il Verona.
La seconda riflessione si rifa all’analisi puntuale fatta a suo tempo da mister Di Carlo a proposito della sua squadra: possiamo vincere con tutti se siamo al massimo della condizione, col migliore impegno e con l’infermeria vuota.
Sabato, se ce fosse ancora bisogno, si è confermata questa verità anche tenendo conto che l’avversario era di quelli che, forse, non sarebbe comunque alla nostra portata anche nel caso in cui fossimo in grado di misurarci nelle migliori condizioni.
Se poi, come purtroppo succede spesso, dovremo rinunciare ad infortunati e squalificati e pertanto non si realizzeranno quelle situazioni ottimali, allora forse bisognerà anche avere il coraggio di dire che potremo anche perdere con tutti. Figuriamoci col Verona.
Oltretutto la rosa non sembra sufficientemente ampia e se si vuole avere maggiori disponibilità senza ricorrere ad interventi sul mercato, si dovranno accelerare le fasi di maturazione di giovani promettenti che la necessità impone di rischiare forse prima dei tempi giusti.
Mi vengono in mente per esempio Ceccaroni e Maggiore che già avrebbero potuto godere di qualche chance in più.
Senza piangere sul latte versato e ripetere troppe volte le stesse recriminazioni, vedi la cessione di Acampora, se, anche sabato scorso, Maggiore fosse stato in condizioni di esordire dall’inizio forse non ci sarebbe stato bisogno di interrompere l’esperimento senz’altro positivo che ha visto impegnato Vignali nel ruolo di esterno basso.
Così come se si fosse nella condizione di riporre fiducia in Ceccaroni si sarebbe potuto evitare di costringere Daktovic ad un confronto con Pazzini che appare proprio fuori della sua portata.
E, comunque, se la tesi del mister è vera in generale è assai più vera allorché incontri il Verona e non sei in condizioni di schierare la migliore formazione.
Si tratta, ora, di lavorare soprattutto nella testa dei ragazzi perché si facciano una ragione di una sconfitta che non deve far venire meno la consapevolezza dei propri mezzi, le certezze fin qui, in un modo o nell’altro, acquisite, un autostima che deve continuare a sostenere l’impegno che fortunatamente non manca mai.
So che non è facile, ma l’allenatore ed i giocatori con più esperienza devono traghettare la squadra superando col lavoro e con la pazienza un fase delicata che però sarebbe sbagliato drammatizzare.
Bisogna dimenticare in fretta quello che va considerato un episodio, fra l’altro ascrivibile soprattutto alla forza dell’avversario, e riprendere il cammino che, fino a quel punto, è stato nel complesso soddisfacente.
Un po’ banali mi sembrano i ricorrenti interrogativi sul divario fra la squadra dell’anno scorso e quella di quest’anno.
Il confronto va fatto tutte le settimane con le altre squadre che incontriamo quest’anno ed è questo quello che conta, il paragone con la squadra dell’anno scorso lascia comunque il tempo che trova e non è di alcuna utilità.
La prossima trasferta di Bari presenta difficoltà di tutt’altro tipo rispetto a quelle affrontate nell’incontro casalingo contro il Verona.
Andremo a Bari con l’umiltà necessaria al conseguimento di risultati utili.

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