Matteo Renzi alla Spezia, obiettivamente.

LA SPEZIA – L’appuntamento era per le 19 ma il premier Matteo Renzi è arrivato con circa due ore di ritardo. Verrebbe da dire per fortuna, perchè fino a poco prima c’era stato un oggettivo problema di gestione degli spazi, come si può vedere nel video sottostante. Vado a spigare: gli organizzatori (i sostenitori del SI) avevano valutato di circoscrivere lo spazio dove si sarebbe svolto il comizio a circa 1/3 del piano terra del Palaexpò dove erano state predisposte circa 700 sedie, numero ovviamente molto basso per l’arrivo di un premier, perché si sa, tra sostenitori, oppositori, curiosi, nani e ballerine in una provincia di circa 200.000 abitanti è chiaro e lampante che l’affluenza sarebbe stata ben maggiore.  In prima fila i big spezzini del PD, dal ministro Orlando all’europarlamentare Beniferi, vari sindaci, assessori, consiglieri regionali e comunali, uscieri, etc. E così circa 300/350 persone sono rimaste fuori circa un’ora in attesa di poter entrare. Ovviamente i pannelli divisori in compensato non si potevano togliere così velocemnte però è stato in qualche modo ampliato lo spazio a disposizione affinché potessero essere posizionate altre sedie e poter permettere a qualcun’altro di seguire l’evento in piedi. Intanto in esterno, lato parcheggione su Via Carducci, hanno manifestato numerosi esponenti di Rifondazione e del Comitato per il NO, qualche grillino, contro Matteo Renzi e per sostenere il NO al referendum del 4 dicembre.

Alla fine, dopo quasi 3 ore di attesa Renzi è arrivato, ha parlato un pò di tutto, dalla riforma alle elezioni statunitensi per poi ripartire alla volta di Viareggio (oggi giornata piena, prima della tappa spezzina aveva comiziato ad Alessandria e a Parma). Soddisfatte le signore che non vedevano l’ora di stringere la mano al premier e che per l’occasione erano fresche di pettinatrice, soddisfatti i supporter, contenti anche quelli che hanno potuto esprimere il loro dissenso senza prendere delle bastonate.  Che poi alla fine i numeri lasciano il tempo che trovano, ognuno aumenta i suoi e riduce quelli degli avversari. Alla fine il vincitore risulta sempre essere il partito degli astenuti, di quelli che proprio non gliene frega niente, né del SI né del NO, perché anche oggi la dimostrazione è stata quella: tra favorevoli e contrari, tra giornalisti e forze dell’ordine (tanti), saranno circolate 1600/1700 persone. Poca roba, insomma, per una provincia di 200.000 abitanti circa.

Meno soddisfatti, invece, i contribuenti e quelli che sanno far di conto, che purtroppo pagano con i loro soldi le decine di uomini e donne delle forze dell’ordine che hanno lavorato affinché tutto filasse liscio, il carburante per le macchine e i blindati degli stessi, perchè al premier non eletto è venuto il pallino di girare l’Italia per far campagna elettorale su un referendum che questo governo, ribadisco non eletto, non avrebbe dovuto proporre.

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