“USODIMARE”, al CAMeC la mostra di Giovanni Frangi

LA SPEZIA- È un viaggio, un percorso, uno studio… è astrazione che fuoriesce dalla razionalità, un lasciarsi andare per poi incantare.

Intitolata “USODIMARE”, è la mostra di Giovanni Frangi inauguratasi sabato 29 ottobre 2016 al CAMeC –piazza Cesare Battisti 1- nata dalla collaborazione tra l’Artista, l’Associazione culturale Startè e la Onlus Mus-e La Spezia.
Una mostra che dell’acqua propone svariati aspetti, momenti e suggestioni, attraverso diverse sezioni che vengono come dire, strutturate e proposte con uno schema “progettuale”, che doni ai visitatori un’idea apparentemente razionale. Isole, View Master, Acquario, River, Arcipelago e Cascata. Un percorso tra le opere, che dal 2002 fino ad oggi, raccontano i viaggi e i mondi dell’artista.
Durante la presentazione Frangi dice: Lo spazio del CAMeC mi ha suggerito di dividere la mostra in cinque-sei ambienti diversi ed ho cercato di ricostruire, dai miei lavori tutto un percorso che nel tempo mi abbia parlato dell’acqua. Mi piace lavorare in base agli ambienti e capire che le opere non fruiscono di per se da sole, ma in base ad una relazione fra un opera e l’altra…

Nella sala intitolata Isole vi è tutto un lavoro suggerito, nel corso del tempo dalle fotografie. Fotografie che sono diventate un elemento fondamentale per sviluppare la mia tecnica..
D’importante suggestione è la sala intitolata View Master, dove attraverso dei fori è possibile intravedere tutto un mondo di effetti e colori, che portano con sé la bellezza di una grotta del mare creata all’interno di una “scatola”. Da lì poi la bellezza fotografica e non solo della sala intitolata acquario, dove è possibile visionare delle tele che mostrano freschezza, silenzio e studio. Si alternano le tecniche, i tempi e le dimensioni che pian piano mostrano l’infinita bellezza del mondo di Frangi.

… perdersi tra i colori è quello che ci si aspettava, ma restarne incantati ed emozionati, proprio no. Ogni stanza, ogni parete e ogni opera mostravano la differenza di pensiero tra l’essere comune e l’essere Artista, rivedere quella forza e leggerne la maturità, tra le pennellate ed i gesti veloci, ha ancora di più rafforzato l’idea che anche l’essere informe dell’acqua può acquisire sempre forme nuove, diverse ed incantate… dove l’azzurro del cielo si rispecchia nel blu del mare e dove i rossi confermano l’empatico amore per quella infinita dimensione…

C’erano tecniche, stratificazioni, schiarimenti e istanti veloci che mostravano e mostrano ancora la bellezza della casualità.. quella casualità che destreggia a regola d’Arte Giovanni Frangi.

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Stefania Martinico
Dott.sa in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo

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