La nuova prospettiva sull’utilizzo delle aree e degli impianti Enel a seguito della sua dismissione

LA SPEZIA- Con la dismissione, nel 2021, della Centrale Enel di Vallegrande si aprono grandi potenzialità per i progetti di sviluppo-lavoro-salvaguardia ambientale.
Il confronto sul futuro è già aperto con incontri fra il Comune di La Spezia, Enel, Associazioni ambientaliste, Quartieri del Levante, sindacati unione industriali etc…
Resta comunque nella strategia che vengano difesi i posti di lavoro con alternative sostenibili che Enel dovrà garantire e, di seguito, le proposte di riutilizzo delle aree di terra e di quelle marittime.
In questo contesto resta ferma la richiesta all’Enel di un impegno futuro sul territorio per attività alternative che verranno completate dalla diversificazione di altri presidi produttivi e di servizio per la città ed il territorio.
Le ipotesi sulle future proposte di utilizzo chiediamo non vengano prese spezzettando l’area ma con un progetto completo le cui parti siano in armonia e compatibili tra loro evitando presidi ed insediamenti ad alto rischio ambientale.
In questo contesto si possono ipotizzare alcuni criteri fondamentali e come riferimento elenchiamo:
– Bonifica dei siti inquinati (come peraltro già stabilito nella decisoria del Ministero del 2012)
– Insediamenti per energie alternative escludendo naturalmente quelle a rischio ambientale.
– Insediamenti artigianali ed industriali con l’esclusione di quelle a rischio ambientale.
– Attrezzature per impianti di servizio legati al turismo
– Una revisione sulla viabilità ed i collegamenti con il territorio e l’autostrada
– La possibilità di attivare sul Molo Enel una Stazione Traghetti considerata la realizzazione(in parte già fatta)di collegamenti con le aree di servizio dismesse da  Enel e vicine al collegamento autostradale.
– Prevedere la restituzione dello stesso alla città al fine di completare servizi per la nautica.
– Escludere la possibilità di altre aree di stoccaggio e movimentazione containers in considerazione del fatto che per quello gioca un ruolo strategico l’area retro portuale di Santo Stefano.

Quanto sopra, quindi i contenuti di un eventuale progetto, deve essere valorizzato dalla partecipazione e dalla massima condivisione con i cittadini.

Rita Casagrande e Franco Arbasetti

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