La donna del mese: Jane Wilde, ex signora Hawking

Nel 1985 il grande fisico e cosmologo Stephen Hawking, colpito a Ginevra da una polmonite, venne ricoverato in una clinica e sedato: era in coma farmacologico e i dottori dissero alla moglie Jane Wilde che non ci sarebbe stato più nulla da fare, perché il marito versava in gravissime condizioni, già provato dalla terribile malattia che lo aveva ridotto sulla sedie a rotelle. “Signora Jane. La situazione è serissima e c’è poco da fare. Basta che lei ci dica sì e noi stacchiamo le macchine”, le dissero. Ma lei, consapevole che il marito avesse ancora tanto da dare, disse no e volle anche che Hawking fosse riportato a Cambridge, dove gli fu praticata una tracheotomia, che gli tolse per sempre la capacità di parlare, ma lo fece guarire.

Stephen e Jane si erano conosciuti all’Università, poco prima che all’uomo fosse diagnosticata una malattia del motoneurone, inguaribile e degenerativa. Nel 1965 si erano sposati, nonostante a Hawking fossero stati pronosticati solo due anni di vita: dal loro matrimonio, durato 25 anni, sono nati tre figli. Jane è rimasta accanto al marito nei giorni terribili del peggioramento della malattia, lo ha sostenuto e aiutato in tutti i modi, restandogli accanto nei momenti più bui.

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Lei è la donna del mese di ottobre; ho voluto dedicare a lei questo appuntamento perché, dicendo “no” all’eutanasia, ha dato la possibilità al genio Hawking di continuare a studiare e lavorare, consegnando al mondo importanti teorie sull’origine dell’universo (il Big Bang, i buchi neri).  Senza Jane non avremmo avuto questi fondamentali contributi.  Anche se tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 il matrimonio iniziò a logorarsi, Jane, per amore dei figli, rimase comunque accanto al marito. È il simbolo delle donne forti e coraggiose, che non si lasciano abbattere dalle contrarietà.

Dopo il divorzio, ha sposato Jonathan Hellyer Jones, un organista conosciuto nel 1977, che per tanti anni le era rimasto accanto, aiutandola a prendersi cura della famiglia. Oggi ha riallacciato i rapporti con l’ex marito (dopo che il fisico ha divorziato dalla seconda moglie, l’infermiera Elaine Mason): i due hanno tre nipoti e collaborano nel lavoro. È l’autrice della biografia “Verso l’infinito”, dalla quale è stato tratto, nel 2014, il film “La teoria del tutto”. 

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