Quartieri del Levante: “Previsioni degli anni passati sulla movimentazioni dei container sono state clamorosamente smentite”

LA SPEZIA– Ormai c’è necessità di rivedere le capacità ricettive del nostro Porto commerciale, troppo enfatizzato a suo tempo come “Porto record”. Infatti tutte le previsioni degli anni 2000/2010 per un aumento dei traffici portuali, in particolare per il porto di La Spezia,in cui si parlava di movimentazione di 2.600.000 container e oltre all’anno, sono miseramente fallite, rendendo necessario tornare con i piedi per terra, poiché la realtà dei fatti è che la media annua della movimentazione è di 1.250.000 circa. Allora pare proprio che le disastrose velleità di alcuni, che ipotizzavano nel futuro della nostra città che divenisse una città portuale, vadano riviste e che forse sia più giusto parlare di dotare la città di un porto sostenibile ed ambientalizzato.

Meglio, forse, parlare di uno sviluppo diversificato per il lavoro e per la salvaguardia ambientale e, nel contempo, non complicarci il futuro turistico con un sovradimensionamento portuale che sarebbe un danno e non un vantaggio.

È ormai un fatto che anche a livello di porti nell’alto Tirreno (Livorno-MassaCarrara-La Spezia-Genova e Savona) si siano ipotizzati e deliberati Piani Regolatori Portuali sovradimensionati nelle ricettività complessiva con enorme spreco di denaro pubblico e con danni enormi per l’ambiente ed, in particolare da noi, alla qualità della vita nel nostro Golfo. Forse è venuto il momento di riconsiderare il progetto di P.R.P. non solo di La Spezia ma anche di altri porti che siano sovradimensionati come il nostro anche alla luce della recente legge di riforma portuale, un progetto che affronti le nuove opportunità sostenibili nel sistema orientale dei Porti di La Spezia-Massa Carrara. La proposta è quella di una breve pausa di riflessione per rivedere lo stato di fatto, nella nuova riforma portuale, la razionale ed organizzata operatività portuale nei tempi più brevi possibili.

Pensiamo che per la nostra città sia giunto il momenti di dire:

-Basta con i progetti di emergenza rincorrendo le crisi come è successo per il porto negli ultimi 10 anni

-Basta con le accelerazioni personali per fare immagine

-Basta con sovradimensionamenti portuali insostenibili

Occorre un nuovo progetto che segni la volontà di discontinuità della Governance per il porto e la città in quanto chi ha fallito nel ruolo istituzionale dell’Autorità Portuale in scadenza di mandato non può essere credibile come componente dentro il nuovo gruppo dirigente dell’Autorità Portuale del sistema orientale dei Porto di La Spezia- Massa Carrara.

Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)

Rita Casagrande (Quartieri del Levante)

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