“L’insostenibile inquinamento acustico causato dai gruppi elettronici delle navi in accosto alle banchine portuali che sono in moto 24/24 h.”

LA SPEZIA- Nonostante l’ennesima petizione popolare dei residenti del quartiere di Canaletto, continuano i rumori insopportabili dei gruppi elettronici delle navi uditi nelle ore notturne fino alle colline di San Venerio. Eppure le prescrizioni contenute nella legge urbanistica in vigore, sostenute dal ministero dell’ambiente,sono chiare “non si proceda alla realizzazione delle nuove banchine se prima non si attuano i preliminari di mitigazione dell’inquinamento acustico”!!! Ad oggi nulla è stato fatto dal 2006, anno di approvazione della legge, ed inoltre i cittadini del Levante e della città tutta non vengono informati circa il famoso monitoraggio ambientale che l’Autorità Portuale aveva deciso di affidare, con una gara di evidenza pubblica come riportato sui giornali alla fine del mese di luglio 2016.

I cittadini del Levante si sono rivolti al Comune quale interlocutore responsabile per legge dell’inquinamento acustico per avere notizie ed informazioni su queste ennesime verifiche istituzionali che l’A.P. ad ARPAL portano avanti e dalle quali dipende l’ampliamento delle banchine da loro spesso evocato come indispensabile.  Pare che sia l’A.P così come gli altri enti responsabili per il contenimento dei rumori e, di conseguenza, della sofferenza fisica che tali rumori causano ai cittadini, trovino difficoltà ad informare in tempo reale sullo stato ed i risultati di tali verifiche ambientali ed è per questo che i rappresentanti del Coordinamento dei Quartieri del Levante, stanno organizzando assemblee popolari nei quartieri di Fossamastra, Pagliari e Canaletto con la presenza dell’ente locale e di operatori portuali.

Si richiede pertanto ai cittadini la massima partecipazione per la difesa della qualità della vita con progetti veri sull’ambientalizzazione del porto commerciale e dei quartieri periferici che sono ad esso adiacenti.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante

Franco Arbasetti, V.AS. Onlus

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