“Frammenti di un discorso pittorico”: la mostra di Alberto Barli recensita da Stefania Martinico

LA SPEZIA- È  possibile percepire l’anima e il carisma di una persona attraverso i colori? È possibile leggerne le delicate linee che separano il mondo reale da quello inconscio? Domande a cui difficilmente ho potuto dare risposte certe nell’immediato, perché tutto ha cambiato aspetto dopo aver visitato la mostra personale di Alberto Barli intitolata “Frammenti di un discorso pittorico” inauguratasi l’8 ottobre 2016 presso la Brandi Art Gallery -Bag- sita in via Vanicella 37

Era come se tutto restasse sospeso, dove c’era il nero esistevano colori schiariti dal bianco.. e dove esisteva il bianco, lievi tracce sottili di graffite. Era come se il tempo vagasse, se ogni cosa avesse altri e infiniti significati, e ogni domanda acquisiva sfumature diverse. In alcuni casi crollavano gli interrogativi e si aprivano dinanzi a noi infiniti spazi. Sentivo quel dolore di chi, vive ancora di sogni e speranze, di attese verso un mondo migliore, dove la passione per la lettura trova grande spazio. Molte le creazioni che segnano i libri, attraverso maschere che coprono i pensieri.. che costantemente ripropongono quel pensiero, concetto o immagine..

Con Barli non esistono i tempi certi ma alcuni momenti, fatti di studi e alternanze.. dove la rigidità delle geometrie statiche diventano dinamiche, dove nulla è determinato da qualcosa.. e dove l’essere diventa maschera e la maschera privazione di emozione propria. Lo insegnano la storia, i fatti, la vita e la filosofia.

Colpiscono le alternanze, la dolcezza espressa nelle spigolosità e la pulizia nei tratti.

Dice Barli: “La prima stesura non mi accontenta mai” esprime con questa frase la perfetta indecisione di chi, con amore cura le proprie creazioni, aspettando sempre la pennellata o l’accostamento giusto. E’ quindi possibile, nelle sue opere notare la stratificazione dei colori, intensificando, il valore di ogni scelta voluta e ragionata; dove la passione e la perseveranza trovano ampio spazio.

Diventa quindi possibile, attraverso importanti chiavi di lettura la percezione di un’Artista che utilizza i colori come semplici messaggi filosofici e le forme come linee che separano il mondo reale da quello inconscio.

Tutto ciò che è profondo, ama mascherarsi; le cose più profonde odiano l’immagine e la similitudine”  NIETZSCHE.

La mostra visitabile fino al 15 ottobre propone più di venti opere, prodotte dagli anni ’70 sino ai nostri giorni e mostrano l’abilità tecnica ed espressiva maturata da Alberto Barli.

Stefania Martinico

Dott.sa in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo.

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