SPEZIA IN FESTA 609 anni degli Statuti della Communitas Spediae

La Spezia, 10 ottobre 2016 – Dal 26 al 30 ottobre prossimi La Spezia festeggia i 609 anni degli Statuti della Communitas Spediae.

Il 26 ottobre del 1407, infatti, vennero concessi dalla Repubblica di Genova gli Statuti. Si tratta di uno spartiacque davvero importante della nostra storia civica: veniva riconosciuta la comunità spezzina, la sua importanza e sancita per tutti gli spezzini l’appartenenza alla Communitas.

L’Amministrazione Comunale ha deciso di organizzare una quatto giorni per celebrare la ricorrenza alla riscoperta della nostra storia e della nostra memoria civica. Visite guidate, conferenze, presentazione di libri, musica, spettacoli, trekking urbano, food, laboratori per bambini animeranno l’evento “Spezia in festa. 609 anni degli Statuti della Communitas Spediae” tra storia, cultura e divertimento.

Si parte mercoledì 26 ottobre, giorno in cui gli Statuti compiono 609 anni, alle 17 con l’inaugurazione presso il Museo diocesano e etnografico dell’esposizione degli Statuti del 1407 conservati nell’Archivio Storico Comunale presso la Biblioteca Civica Mazzini. La mostra resterà aperta fino a domenica. A seguire, alle 17.30, sarà Diego Del Prato a presentare il suo lavoro di studio su questi documenti che verrà raccolto in una prossima pubblicazione.

Giovedì 27 ottobre alle 17 all’angolo tra via Prione e via Cavallotti, sopra il tratto di mura ancora presente, si terrà l’apposizione di una targa a cura del Soroptimist Club La Spezia che riproduce la cartografia di Matteo Vinzoni relativa alla città murata e alle 19 il concerto a cura del Conservatorio di musica G.Puccini presso il Museo Diocesano ed Etnografico.
Alle 16 di giovedì partono i percorsi alla riscoperta della città del Quattrocento, accompagnati da musica e rappresentazioni teatrali a cura di Roberto Alinghieri. Giovani attori, musicisti e cantanti si alterneranno alla spiegazione storica leggendo alcuni estratti degli Statuti e suonando o cantando brani musicali coevi al fine di ricreare atmosfere perdute nei luoghi simbolo della Spezia dell’epoca. La partenza dell’itinerario in programma per giovedì è da Porta della Marina (piazza Mentana). Si visiteranno, in successione, via Sapri, piazza della Cittadella e vie adiacenti, la Loggia dei Banchi con il portico del ‘Cangiaso’, la zona di via Biassa con la chiesa di Santa Maria e i resti murari quattrocenteschi. L’itinerario si chiude a porta Santa Maria con l’oratorio di san Bernardino (attuale Museo Diocesano ed Etnografico) e le pertinenze murarie del castello di San Giorgio con una sosta merenda agli Orti di San Giorgio (Durata circa 1 – 1,30 h).

Anche per la giornata di venerdì 28 ottobre, è previsto, sempre alle 16, un altro itinerario accompagnato da musica e rappresentazioni teatrali. La partenza sarà da Porta romana (attuale Piazza del Bastione). Si osserveranno in successione i resti dell’antico convento agostiniano, piazza Sant’Agostino con la palazzata un tempo a chiudere l’antico fronte a mare, quindi Piazzetta del Gallo, i Quattro canti, piazza Beverini, dove un tempo era il Palazzo Comunale. L’itinerario si chiude a porta Santa Maria con l’oratorio di san Bernardino (attuale Museo Diocesano ed Etnografico) e con le pertinenze murarie del castello di San Giorgio con sosta merenda agli Orti di San Giorgio. (Durata: ca. 1 – 1,30 h).

Le visite saranno guidate da: Marzia Ratti, Andrea Marmori, Sergio Del Santo, Gino Ragnetti. Prenotazioni presso Museo Lia 0187731100.

Venerdì 28 ottobre la festa inizia ad entrare nel vivo. Dalle 10 alle 24 in Piazza Beverini si apre la fiera mercato dei prodotti tipici locali, con i birrifici artigianali e il consorzio della farinata, aperta fino a domenica.

In via Chiodo all’altezza di via Manzoni apre fino a domenica la piccola fiera dell’editoria locale realizzata in collaborazione con le librerie indipendenti della città (Contrappunto, LiberiTutti, Libreria Ricci) e il micromercato creativo con esposizione di lavori di illustrazione. In questo spazio saranno organizzate presentazioni e incontri con storici e autori locali e attività laboratoriali rivolte ai bambini. Il primo è alle 16.30 di venerdì con Lorenzo Tronfi che presenterà “La città e il suo porto mercantile sotto i bombardamenti. La Spezia 1940-1945”

Alle 19, presso il Museo Diocesano ed Etnografico, lettura degli Statuti nella trascrizione di Diego Del Prato, da parte di Roberto Alinghieri con l’accompagnamento musicale dell’EsaEnsemble, diretto da Sergio Chierici. L’EsaEnsemple è un gruppo musicale di grande esperienza nelle rievocazioni storiche del XIV e XV e che si avvale di rari strumenti d’epoca. Il gruppo proporrà, per l’occasione, una selezione di musiche vocali tra cui il Llibre Vermell di Montserrat e una raccolta dei migliori canti e danze che i pellegrini portavano dalle loro terre di origine.

Dalle 19.30 street food in tutto il centro storico e alle 21 esibizioni itineranti di Archimossi, orchestra itinerante marchin’band di archi amplificati tutta la femminile, e della Compagnia Novelle Lune che porterà per le vie del centro lo spettacolo “Tarocchi”, una parata danzata dei personaggi dei Tarocchi accompagnati da musica e torce luminose che creano atmosfere molto suggestive.

Il programma per la giornata di sabato 29 ottobre prevede. Dalle 10 alle 15,30 il trekking urbano “Il cammino dentro”: da San Francesco Grande alla Madonna dell’Olmo, alla ricerca della spiritualità della natura lungo le antiche vie di Fabiano. Il percorso è inserito nel calendario SpeziaOutdoor.

Alle 15.30 presso il Museo Civico Lia il laboratorio “A spasso nel Medioevo. Usi e costumi attraverso le testimonianze artistiche del Museo Lia” a cura del Museo Lia.

Al book corner di via Chiodo, in calendario due incontri. Alle 16.30 Riccardo Abbamonte presenta “La nascita della Marina Militare Italiana” con l’introduzione di Giovanni Pardi. Alle 17.30 Alberto Scaramuccia che presenterà il suo nuovo libro “Spezia 1916. La città colpita” in uscita presso le Edizioni Cinque Terre e illustrerà i suoi studi sulla Spezia ai tempi della Grande Guerra.

Dalle 17.30 le vie del centro saranno animate dal Teatro Scalzo e dalle 19 dallo street food.

Dalle 18.00 Piazza Beverini festeggerà la città con giovani artisti spezzini che si esibiranno in un susseguirsi di generi e stili musicali fino a tarda sera. Il palco ospiterà le band aderenti al neo nato progetto Artisti Uniti, un collettivo di giovani musicisti e artisti del territorio che punta ad aggregare e mettere a sistema l’offerta culturale delle nuove generazioni con il tessuto cittadino dei locali e dell’associazionismo, anche attraverso nuove forme di collaborazione tra le diverse anime del progetto stesso.

Domenica 30 ottobre, giornata conclusiva, la festa arriva anche in Piazza del Mercato che si trasformerà in un mercato medievale con banchi a tema, Gli Arcieri di Fivizzano, i falconieri della Compagnia della Quercia Nera e i laboratori per i più piccoli “Medioevo da indossare: in-vestitura di cavalieri e pulzelle” a cura del Museo del Museo del Castello in collaborazione con Coop Zoe. Alle 16 partirà da Piazza del Mercato l’esibizione degli Sbandieratori di Levanto.

La festa prosegue in Piazza Beverini e, a partire dalle 12, con lo street food in tutto il centro storico.

Domenica sarà inoltre la giornata delle visite guidate nei luoghi storici fuori dal perimetro delle mura. Alle 10 si seguirà l’itinerario Pegazzano, Oratorio di Santa Croce, San Michele Vecchio con pranzo presso bar Sesto Senso a Pegazzano. Alle 15 visita guidata alla Pieve di Marinasco con merenda presso il Ristorante Schiffini. Prenotazioni presso Museo Lia 0187731100.

Al Book Corner di via Chiodo alle 11.30 incontro dedicato ai più piccoli con Beppe Mecconi che leggerà le storie da lui scritte e illustrate, avvalendosi del kamishibai, il tradizionale teatrino giapponese.

Entrata gratuita in tutti i musei civici, con laboratori ludico didattici presso il Museo Lia. Alle 10 si terrà “Laboratori Fantastici, le mappe stravaganti (mappe proprio mai esistite!) e alle 15.30 “Antichi scriptoria: la miniatura medioevale nella Collezione Lia”, a cura di coop. Zoe.

Da venerdì 28 fino a domenica 30 sotto i portici di via Veneto si terrà un’edizione speciale dei mercatini dell’ingegno e dell’artigianato.

“Spezia in festa. 609 anni degli Statuti della Communitas Spediae” vedrà un’anteprima domenica 23 ottobre, dalle 10 alle 12.30, con il trekking urbano “Scopri la città giocando: le mura storiche”: guidati dalla mappa delle mura secentesche, aiutandosi con giochi e indovinelli, bambini e genitori andranno alla scoperta della città murata. A cura di LABTER Comune della Spezia e cooperativa Hydra, In collaborazione con Servizi culturali Comune della Spezia. Il percorso è inserito nel calendario SpeziaOutdoor.

La manifestazione vedrà un ultimo evento lunedì 31 ottobre dalle 5 alle 17.30 con il trekking urbano “ Alla ricerca delle chiese scomparse”, in occasione della XIII Giornata Nazionale del Trekking Urbano: attraverso mappe, foto e dipinti d’epoca si andranno a ricostruire gli itinerari devozionali della Spezia del passato. In collaborazione con AGTL e Servizi culturali Comune della Spezia. Il percorso è inserito nel calendario SpeziaOutdoor.

SPEZIA IN FESTA. 609 anni degli Statuti della Communitas Spediae

I PERCORSI

Giovedì 27 ottobre, ore 16. Partenza dell’itinerario in programma per giovedì è da Porta della Marina (piazza Mentana). Si visiteranno, in successione, via Sapri, piazza della Cittadella e vie adiacenti, la Loggia dei Banchi con il portico del ‘Cangiaso’, la zona di via Biassa con la chiesa di Santa Maria e i resti murari quattrocenteschi. L’itinerario si chiude a porta Santa Maria con l’oratorio di san Bernardino (attuale Museo Diocesano ed Etnografico) e le pertinenze murarie del castello di San Giorgio con una sosta merenda agli Orti di San Giorgio (Durata circa 1 – 1,30 h).

Venerdì 28 ottobre, ore 16. Partenza sarà da Porta romana (attuale Piazza del Bastione). Si osserveranno in successione i resti dell’antico convento agostiniano, piazza Sant’Agostino con la palazzata un tempo a chiudere l’antico fronte a mare, quindi Piazzetta del Gallo, i Quattro canti, piazza Beverini, dove un tempo era il Palazzo Comunale. L’itinerario si chiude a porta Santa Maria con l’oratorio di san Bernardino (attuale Museo Diocesano ed Etnografico) e con le pertinenze murarie del castello di San Giorgio con sosta merenda agli Orti di San Giorgio. (Durata: ca. 1 – 1,30 h).

Sabato 29 ottobre, 10 – 15,30 “Trekking Urbano alla Spezia. Il cammino dentro” In occasione della XIII Giornata Nazionale del Trekking Urbano: da San Francesco Grande alla Madonna dell’Olmo, alla ricerca della spiritualità della natura lungo le antiche vie di Fabiano. In collaborazione con A.S.D. Naturalmente e Servizi Culturali Comune della Spezia. Il percorso è inserito nel calendario SpeziaOutdoor.

Domenica 30 ottobre, ore 10. Pegazzano, Oratorio di Santa Croce, San Michele Vecchio con pranzo presso bar Sesto Senso a Pegazzano.

Domenica 30 ottobre, ore 15 visita guidata alla Pieve di Marinasco con merenda presso il Ristorante Schiffini.

Prenotazioni presso Museo Lia 0187731100

GLI SPETTACOLI.

Giovedì 27 ottobre, Museo Diocesano e Etnografico ore 19. Concerto a cura del Conservatorio “G.Puccini”.

Programma:

J. S. Bach

Concerto in La minore per violino e archi BWV 1041

I-Allegro moderato II-Andante III-Allegro assai

Violino solista: Michela Puca

G. P. Telemann

Concerto in Sol maggiore per viola e archi TWV 51:G9

I-Largo II-Allegro III-Andante IV-Presto

Viola solista: Ignazio Alayza

A. Vivaldi

Concerto n. 3 in Sol maggiore per violino e archi RV 310 da “L’Estro Armonico” op.3

I-Allegro II-Largo III-Allegro

Violino solista: Tommaso Bruno

Tommaso Bruno, Maria Cozzani, Michela Puca violino

Ignazio Alayza, Martina Calvano viola

Gabriele Ferdeghini violoncello

Venerdì 28 ottobre, Museo Diocesano e Etnografico ore 19. Lettura degli Statuti nella trascrizione di Diego Del Prato, da parte di Roberto Alinghieri con l’accompagnamento musicale dell’ EsaEnsemble, diretto da Sergio Chierici. L’EsaEnsemple è un gruppo musicale di grande esperienza nelle rievocazioni storiche del XIV e XV e che si avvale di rari strumenti d’epoca. Il gruppo proporrà, per l’occasione, una selezione di musiche vocali tra cui il Llibre Vermell di Montserrat e una raccolta dei migliori canti e danze che i pellegrini portavano dalle loro terre di origine.

Venerdì 28 ottobre, vie del centro storico dalle ore 21. Archimossi e Compagnia Novelle Lune con lo spettacolo Tarocchi.

Sabato 29 ottobre, Piazza Beverini dalle 18 alle 24. Artisti Uniti in concerto

BOOK CORNER, VIA CHIODO.

Venerdì 28 ottobre, ore 17:30 – Lorenzo Tronfi presentazione “La città e il suo porto mercantile sotto i bombardamenti. La Spezia 1940-1945”. Attingendo da quanto scritto nel volume “La città e il suo porto mercantile sotto i bombardamenti. La Spezia 1940-1945”, edito nel 2013 da Moderna Edizioni, Lorenzo Tronfi parlerà di quanto accadde durante la Seconda guerra mondiale alla Spezia, città del tutto particolare per la presenza dell’Arsenale Militare, per le molte industrie belliche sparse sul territorio e per l’importanza strategica del suo vitale scalo mercantile.
Nel ricostruire i tragici momenti affrontati dalla popolazione, a causa dei bombardamenti degli Alleati e delle distruzioni operate dagli occupanti tedeschi, l’autore si è servito delle testimonianze dirette, dei documenti d’archivio e della stampa quotidiana dell’epoca, descrivendo situazioni, immagini e stati d’animo vissuti in quei difficili giorni dagli spezzini. Alla luce dell’argomento trattato in maniera così puntuale, che coinvolge direttamente la storia della nostra terra e tocca la memoria di molte famiglie, alcune delle quali portano ancora i segni di quei terribili anni, reputiamo che la rievocazione possa ancora offrire tanti motivi d’interesse per un largo pubblico. Lorenzo Tronfi, spezzino, laureato in Storia, Master in Comunicazione Pubblica e Politica e Dottorato di Ricerca in Storia Contemporanea presso l’Università di Pisa, ha collaborato alla cattedra di Storia del Giornalismo e poi di Storia Contemporanea presso lo stesso Ateneo. E’ stato relatore in commissioni di Laurea di primo e secondo livello. Ha tenuto proprie relazioni a convegni internazionali e nazionali, a seminari accademici e ha condotto diverse conferenze su temi specifici della storia contemporanea. Alcuni suoi articoli sono apparsi su riviste specializzate e alcuni saggi sono stati adottati come testo di studio universitario. Ha recentemente pubblicato i volumi: «La città e il suo porto mercantile sotto i bombardamenti. La Spezia 1940-1945» (2014-ed.Moderna) e «VICKERS-TERNI Società Italiana di Artiglieria ed Armamenti. Un’alleanza industriale nel sec.XX» (2015-ed Accademia Lunigianese di Scienze G.Capellini).

Sabato 29, ore 16.30 – Riccardo Abbamonte, presentazione “La nascita della Marina Militare Italiana” (Editore Paolo Sorba). Introduce Giovanni Pardi. Il volume “la nascita della Marina Militare Italiana”, ben si inserisce nell’ambito della manifestazione perchè, pur non riferendosi esplicitamente alla marina militare italiana alla Spezia, perché la nostra città è stata scelta come sito strategico successivamente alla sua formazione, attraversa la storia delle marine militari sarda, siciliana e napoletana che costituiscono il corpo iniziale della MM italiana. L’autore, Riccardo Abbamonte, giornalista, collabora con case editrici italiane per la pubblicazione di saggistica storico-letteraria e parascolastica. Questa ricerca cominciata con la pubblicazione della sua tesi di laurea è continuata negli anni e riscritta per essere più fruibile al grande pubblico.

Sabato 29 ottobre, ore 17:30- Incontro con Alberto Scaramuccia. L’autore negli ultimi anni ha inteso approfondire attraverso i suoi scritti un’analisi storicosociale sulla Spezia ai tempi della Grande Guerra e prosegue nell’anno in corso con il nuovo libro “Spezia 1916. La città colpita” in uscita presso le Edizioni Cinque Terre, che costituirà il filo conduttore dell’incontro-dibattito.Si parlerà diffusamente dei due fatti che maggiormente hanno marcato, in modo luttuoso, quell’anno 1916, per di più concentrati nello stesso ristretto arco temporale: l’inspiegabile esplosione a inizio luglio di un carro ferroviario a Pagliari che deflagrò provocando 281 vittime e poi il bombardamento per un’incursione aerea austriaca proveniente dal Lago di Garda che causò danni materiali tutto sommato limitati ma purtroppo ben sei morti. I due eventi precipitarono la città nella piena consapevolezza della guerra, fecero intendere ad ogni abitante tangibilmente la tragica realtà del conflitto, fino a quel momento percepito quasi esclusivamente come causa delle ristrettezze economiche in cui versava la popolazione. A parte il dolore delle morti degli Spezzini al fronte, fino ad allora il rombo del cannone veniva solo immaginato, evocato da lontano dai bollettini di guerra e dalle pagine dei giornali. Adesso l’intera città tocca con mano cosa significhi essere in guerra e capisce che il nemico è più vicino di quanto sembri, che può colpire con esiti devastanti fino nelle distanti retrovie. L’autore racconterà anche del diffuso clima di solidarietà patriottica che si venne a creare alla Spezia durante la guerra, che qualche puntata polemica, soprattutto da parte dei contrari all’intervento bellico, solamente incrina, e della bella gara d’altruismo che punteggiò il periodo. Così come verranno descritti, al di là della retorica patriottarda tipica dell’epoca, i momenti di commossa partecipazione che coinvolsero ogni spezzino, come fu, ad esempio, la cerimonia d’intitolazione a Cesare Battisti della piazza che fino a quel momento aveva portato il nome del poeta latino Persio. In quell’occasione perfino il giornale degli anarchici, che non perdeva mai occasione per attaccare con ferocia i fautori dell’intervento bellico, si astenne dal commentare. Alberto Scaramuccia, spezzino di nascita e di residenza, è certamente lo studioso più alacre e perseverante nello scavo delle vicende della nostra città, occupandosi da tempo di indagarne in chiave socio-economica l’evoluzione storica anno per anno, da prima dell’inaugurazione ottocentesca dell’Arsenale fino all’epoca odierna, servendosi dei materiali d’archivio presenti e rintracciando nuove fonti documentali utili. Laureatosi brillantemente in Lettere all’Università degli Studi di Pisa nel 1970, Alberto Scaramuccia ha svolto la professione d’insegnante fino alla pensione nel 2003. Ma è conosciuto sia per la penna brillante che per la verve polemica che caratterizzano i suoi articoli giornalistici sull’edizione cittadina del Secolo XIX e soprattutto, dal 2011, come titolare della rubrica domenicale “Una Storia Spezzina” ospitata puntualmente dal giornale on-line www.cittadellaspezia.com.Quanto raccolto in tanti anni d’indagine e di riflessione è stato riversato in saggi di storia e costume locali che riempiono le numerose pagine di ben 23 libri pubblicati prevalentemente dalle meritorie Edizioni Cinque Terre, cui se ne stanno per aggiungere svariati altri nel prossimo futuro.

Domenica 30 Ottobre ore 11.30 Incontro con Beppe Mecconi dedicato ai più piccoli.
Beppe Mecconi (San Terenzo, 6 marzo 1956) è un pittore, scrittore, regista teatrale, illustratore di libri per bambini, attore, grafico. In questa occasione leggerà le storie da lui scritte e illustrate, avvalendosi del kamishibai, il tradizionale teatrino giapponese.

I LABORATORI PER I PIU’ PICCOLI.

Sabato 29 ottobre, Museo Lia ore 15.30 presso il Museo Civico Lia “A spasso nel Medioevo. Usi e costumi attraverso le testimonianze artistiche del Museo Lia”. A cura del Museo Lia Prenotazioni presso Museo Lia 0187731100

Domenica 30 ottobre, Piazza del Mercato ore 10.30-12.30/ 15.30-17.30 “Medioevo da indossare: in-vestitura di cavalieri e pulzelle”. Laboratorio didattico del Museo del Castello in collaborazione con Coop Zoe. Un’avventurosa costruzione di armi e scudi ci renderà cavalieri pronti a difendere graziose pulzelle impegnate a realizzare la propria coroncina intrecciando tessuti e fiori. I prodi, che avranno conquistato il cuore di una fanciulla, saranno immortalati con preziosi mantelli e le insegne del potere, mentre le pulzelle più “cortesi” indosseranno un abito che le renderà protagoniste di una storia da fiaba. Prenotazioni presso: Castello San Giorgio 0187751142 sangiorgio@laspezia.it

Domenica 30 ottobre, Museo Lia : ore 10 “Laboratori Fantastici, LE MAPPE STRAVAGANTI (MAPPE PROPRIO MAI ESISTITE!)” Prenotazioni presso Museo Lia 0187731100

ore 15.30 “Antichi scriptoria: la miniatura medioevale nella Collezione Lia”, a cura di coop. Zoe Prenotazioni presso Museo Lia 0187731100

STREET FOOD

Da venerdì a domenica ristoratori e locali del centro storico animeranno la festa offrendo pietanze medievali accogliendo i visitatori con addobbi a tema, e proporranno i prodotti tipici dell’epoca anche allestendo banchetti lungo le strade, in modalità street food.

In particolare, tra gli alimenti che saranno serviti si potranno gustare: cereali (segale, spelta, orzo, grano saraceno, miglio), pane, farine, avena, polenta, verdure (cardi, barbabietole, cipolle, agli, carote, ceci, fave, piselli), zuppe e stufati, carne di pollo e maiale, pesce, frittelle, miele, zucchero, mandorle, latte di capra e pecora, formaggi di pecora e capra, ricotta, burro, uova, frutta fresca ed essiccata (limoni, arance, pere, mele, melograni, prugne, fichi, datteri), spezie, erbe aromatiche, vino, birra, distillati.

SPEZIA IN FESTA. 609 anni degli Statuti della Communitas Spediae

LA SPEZIA E LE RADICI MEDIEVALI DELLA SUA STORIA.

La storia della Spezia affonda le radici nel Medioevo. Al pari di degli altri insediamenti di fondovalle e di costa della Lunigiana storica, difatti, la sua formazione è certamente bassomedievale, documentata a partire dal XII secolo.

Nata come “filiazione a mare” dei più sicuri e protetti centri di altura, di certo l’avvenimento più vistoso della sua crescita e sviluppo è legato al tentativo operato dal guelfo Nicolò Fieschi di formare una signoria, ostile a Genova, con capitale appunto nella Spezia. Attorno alla metà del XIII secolo il momento appare propizio ed il fuoriuscito Nicolò, forte di due papi in famiglia, prima suo zio Innocenzo IV e poi suo fratello Adriano V, conquista il territorio spezzino e dal 1253 stabilisce in città il centro del potere. L’avventura della potente famiglia Fieschi tramonta nel 1273, quando ogni velleità autonomistica viene ferocemente bloccata da Genova che, inviando il Capitano del Popolo Oberto Doria, conquista la Spezia ed il territorio ad essa affine che da allora entra a pieno titolo nell’orbita genovese.

Genova, difatti, a questa data gioca direttamente a coinvolgere nella propria politica le classi nuove ed emergenti, i burgenses, gli homines, vale a dire i rappresentanti delle classi mercantili e artigianali oramai del tutto estranei ai vincoli feudali.

Proprio nello stesso 1273 (l’atto è del 28 giugno) viene istituita la Podesteria di Carpena, della quale anche la Spezia viene a far parte: è un atto di grande interesse, in cui ufficialmente, fra l’altro, l’accordo fra la Repubblica di Genova e gli uomini liberi, rappresentanti delle Comunità che vengono ad essere comprese, bandiscono ufficialmente ogni forma di signoria e di dominio personale nei confronti delle stesse universitates hominum.

Il 23 gennaio del 1343 la Spezia viene smembrata dalla Podesteria di Carpena dalla quale dipendeva, per costituire Podesteria autonoma: per decreto del primo doge della Repubblica di Genova, Simone Boccanegra, viene in pratica resa ufficiale una situazione che di fatto già esisteva, vale a dire l’avvenuta supremazia della dinamica città-mercato, forte di un ceto imprenditoriale, nei confronti del vecchio ed ormai fuori mano centro di altura, sbiadito simbolo del potere feudale.

Nel nuovo istituto vennero comprese le comunità di Bastremoli, Follo, Isola , Tivegna, Vallerano e Vesigna.

L’8 giugno del 1371, infine, il processo storico appare per certi versi concluso: a tale data i rappresentanti delle Comunità della Spezia e di Carpena, riuniti in Santa Maria alla Spezia, giungono all’accordo, sia pur sofferto, di addivenire alla unificazione amministrativa sotto un unico Podestà, quello spezzino. Contemporaneamente viene presa la decisione di rafforzare le difese della città, erigendo una più sicura cinta muraria, di cui un tratto è ancora oggi ben visibile dal castello in direzione di via XX Settembre.

E’ questo pertanto il momento in cui il vecchio istituto sarà assorbito dalla vitale Podesteria della Spezia, nella quale verranno ad essere comprese quindi la stessa Carpena, Biassa, Campiglia, Carnea, Castiglione, Codeglia, Debbio, Fabiano, Pegazzano, Polverara, Pozzo, Quaratica. Il processo di crescita e di affermazione della Comunità spezzina trova quindi conferma nel rapido quanto necessario evolversi della situazione giuridica ed amministrativa, che sembra conoscere definitiva conferma quando nel 1407 la Spezia si dota finalmente dei propri Statuti.

GLI STATUTI DEL 1407.

Gli Statuti vennero concessi alla Spezia dalla Repubblica di Genova il 26 ottobre 1407.

Sono i primi statuti della Communitas Spediae e rappresentano uno spartiacque fondamentale: viene riconosciuta la comunità spezzina e viene sancita per tutti gli spezzini l’appartenenza alla propria città come primo elemento di coesione politica e sociale. La Spezia, che già dal 1371 era diventata podesteria a spese di Carpena, ora diventa, appunto, una comunità. Non è un a caso che in questi documenti faccia la sua prima comparsa lo stemma araldico della città.

Gli Statuti sono una sorta di costituzione, un codice civile e penale che regola la vita di tutti gli spezzini e rappresentano il tentativo di razionalizzare la vita politica ed economica della città, sottraendola da un lato alle consuetudini e agli arbitrii dei potenti nobili locali e, dall’ altro, alle residue pretese dei poteri ecclesiastici ed imperiali.

Gli Statuti del 1407 sono divisi in 45 capitoli e trattano le varie regole che, da lì in poi, avrebbero determinato la vita quotidiana degli spezzini.

Sono di particolare interesse le parti dedicate alla vita istituzionale della Spezia quattrocentesca. Il podestà era scelto dalla Repubblica di Genova, ma dall’analisi degli Statuti emerge l’importanza dei potentati locali: accanto al podestà Genovese vengono adesso eletti otto spezzini che lo coadiuveranno nel governo del borgo. Gli otto consiglieri venivano eletti in pubblica assemblea, che si riuniva davanti alla Chiesa di Santa Maria. I sindaci e i consiglieri duravano in carica un anno e nominavano il notaio, il massaro, quattro contabili, due sovrintendenti alla viabilità e alle acque e due notai per la stima dei beni e delle merci.

E’ davvero impressionante constatare la quantità di attività regolate dagli statuti quattrocenteschi: si va dal controllo della qualità delle carni vendute dai macellai agli orari di chiusura delle osterie, dalla formazione di un corpo di ispettori ai confini dei campi alla pulizia delle strade, dal gioco d’azzardo alla prostituzione (attività strettamente regolata dal comune).

Gli Statuti si aprono con due leggi fondamentali: il divieto di bestemmiare e il divieto di tramare contro Genova.

Segue poi la descrizione del nuovo quadro istituzionale del borgo.

I capitoli seguenti riguardano le festività, gli orari delle taverne (compresa una casa da gioco), le multe da comminare a chi appicca incendi.

Seguono poi una serie di regole che riguardano la vita dei contadini: dai confini dei vari contadi alle pene da comminare a chi introduce animali nei terreni altrui.

Particolare attenzione è data alla pulizia e alla manutenzione delle strade (ad ogni spezzino viene affidato il compito di pulire ogni sabato il tratto di strada antistante la sua abitazione), ma anche alla salvaguardia degli alberi e delle fontane spezzine.

Molti capitoli riguardano la macellazione degli animali, e infine si ricorda a tutta la popolazione spezzina che, dalla promulgazione degli Statuti, questi ultimi rappresenteranno l’unica legge della comunità.

Soprattutto le leggi riguardanti il commercio ci mostrano un borgo economicamente sviluppato: i dazi riguardano il ferro, la canapa, il legno, le stoffe e i cuoi.

Un interessante accenno è poi riferito alle numerose concerie spezzine, che denotano la presenza di una vivace classe artigianale.

Dalla lettura degli Statuti si può desumere molto della Spezia del Quattrocento.

La Spezia appare come un borgo ben fortificato e dotato di “belli edifici”, gli spezzini più influenti hanno abbandonato l’agricoltura per trovare ricchezza nelle nuove professioni e, soprattutto, la politica si sottrae alle consuetudini medievali e assume caratteri di modernità.

La cosa che appare più interessante è proprio questo nuovo modello comunale che, anche alla Spezia, si afferma e crea una nuova coscienza cittadina.

Il borgo appare ben organizzato e tutto proteso all’espansione commerciale. I cittadini spezzini non appaiono affatto poco intraprendenti. Mostrano un notevole spirito di libertà ed indipendenza.

La presenza di artigiani, mercanti, medici, notai, marinai e soldati ci può quindi permettere di dire che anche Spezia ha partecipato a quel grande processo di trasformazione e sviluppo che coinvolse la penisola tra Tre e Quattrocento.

Agli inizi del Quattrocento, la città della Spezia ci si presenta, quindi, come una città in ascesa, economicamente florida, il centro di un golfo importantissimo che, pur restando sotto il controllo della repubblica genovese, razionalizza le proprie istituzioni e la propria vita politica.

(tratto da “Gli Statuti della Spezia, 26 ottobre 1407) a cura di Diego Del Prato)

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