“Non dimenticate le vittime dell’amianto”: il grido dei “Giacobini del Golfo”

LA SPEZIA- La nostra è una città con altissimo numero di morti per mesotelioma pleurico, un tipo di tumore che è diretta conseguenza dell’esposizione all’amianto. Il mesotelioma, attualmente incurabile, può presentarsi anche a distanza di molti anni dal periodo di esposizione alle polveri di amianto. I numeri, come sottolineato da Pietro Sercargeli, Presidente A.F.E.A. (Associazione Famiglie Esposte Amianto) sono elevatissimi: le vittime sono oltre 400, nella nostra città. Militari e civili, perché l’amianto, a Spezia (e non solo) è dappertutto, ancora oggi che se n’è scoperta la pericolosità. Ma le vittime dei familiari, oggi, al corteo organizzato dal neonato gruppo dei “Giacobini del Golfo”, al quale ha partecipato il Consigliere Giulio Guerri non c’erano, come non c’era la cittadinanza (scarsa informazione? scarso interesse?). Il corteo è partito da Piazza Caduti del Lavoro (dove è stato deposto un mazzo di fiori in ricordo delle vittime del dovere) per concludersi davanti dal Comune, facendo tappa in alcuni luoghi significativi: l’Arsenale (dove l’amianto è presente in abbondanza), l’Ammiragliato e la Prefettura. Le richieste sono semplici: 1) una mappatura di tutte le zone a rischio 2) le conseguenti bonifiche.

Da parte dell’Amministrazione, dice Guerri, non c’è adeguato impegno in questo senso: “da anni giace in attesa la mia proposta di gemellare Spezia con Casale Monferrato“. Casale Monferrato è sicuramente il luogo in cui i cittadini hanno pagato il prezzo più alto per l’esposizione all’amianto ed è stato teatro di un importante processo che è ancora in corso. Quello di stamattina è stato, quindi, un corteo di protesta, ma anche di informazione; è inoltre il punto di partenza di una battaglia che si preannuncia serrata e che avrà come seconda tappa un incontro all’Urban Center, il prossimo 21 ottobre alle 17:30, dal tema “Informazioni per risarcimenti danni per malattie da amianto”; si stima che solo 1 famiglia su 10 chieda un rimborso, perché molti non sanno come fare. A tal proposito, Roberto Quber, Avvocato del lavoro, ha chiesto che il Comune apra uno sportello informativo, in modo che vi sia una maggior conoscenza delle questioni legali. La marcia odierna sarebbe dovuta proseguire fino al Levante cittadino, ma gli organizzatori hanno preferito fermarsi in Piazza Europa, proprio davanti a Palazzo Civico e a rimandare la “passeggiata” nei quartieri periferici (dove l’amianto è sotto gli occhi di tutti) ad altra data.

Il prossimo 28 aprile, sulla Passeggiata Morin, verrà (con il permesso del Comune della Spezia) posta una lapide in ricordo delle vittime.

Lo studio della giornalista Rosy Battaglia: www.wired.it

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