Le Associazioni animaliste contro la delibera di abbattimento delle caprette in Palmaria

La giunta comunale di Porto Venere in data 19 settembre 2016 si è riunita emanando la delibera 192, che prevede l’abbattimento delle centinaia di caprette che da anni popolano l’isola della Palmaria, pianificando una vera e propria strage senza peraltro aprire un confronto con le associazioni ambientaliste presenti sul territorio per individuare metodi alternativi e non cruenti. Il piano elaborato prevede l’assegnazione dell’incarico ad una professionalità con competenze veterinarie e di gestione faunistica che dovrà occuparsi di coordinare l’abbattimento degli animali presenti. Si parla di abbattimento e di destinazione delle carni al consumo umano o alla filiera zootecnica. Secondo quanto affermato dal comune le capre, introdotte sull’isola Palmaria dall’uomo anni or sono, creerebbero problemi non meglio precisati e tanto basta per decretarne il massacro. Questo dimostra quanto dannosi e irresponsabili possano essere gli interventi umani sul delicato equilibrio degli ecosistemi naturali e di quanto arrogante possa essere l’arbitrio esercitato dalla nostra specie sulla decisione di vita o di morte. Già negli anni passati sono stati proclamati progetti di eradicazione che sono stati abbandonati per poi essere ripresi periodicamente. Fino ad ora nessun provvedimento quali sterilizzazioni o traslocazione degli individui più confidenti presso santuari e rifugi per animali non a fini di lucro è mai stato preso in considerazione al fine di contenere il numero dei capi, che ovviamente è andato aumentando nel tempo. Il costo dell’intera operazione di abbattimento prevede un contributo della regione Liguria di 41.832 euro a cui si aggiungono 4.648 euro finanziati dal comune di Portovenere, fondi pubblici che sarebbe stato opportuno investire tenendo conto di una mutata sensibilità dell’opinione pubblica in tema di diritti animali. Ricordiamo infatti che la Regione Liguria è ancora latitante per quanto riguarda l’organizzazione (anche economica) del recupero di fauna selvatica in difficoltà presso l’ex provincia di La Spezia, nonostante la costante pressione delle associazioni. Chiediamo a nome dei cittadini, che numerosi ci hanno contattati, che la giunta del Comune di Portovenere modifichi il progetto valutando metodi alternativi all’uccisione delle caprette, preservando così anche il flusso turistico locale sul quale il progetto elaborato potrebbe incidere in termini negativi, danneggiando anche l’immagine del nostro territorio. Inoltre ci dichiariamo pronti ad agire con ogni mezzo necessario per fermare la sentenza di morte emessa con cinica noncuranza a carico esseri viventi, che, lo ricordiamo, il Trattato dell’Unione Europea di Lisbona per la protezione e al benessere degli animali del 2007 ha definito “senzienti” e per tale motivo ha dichiarato non poter essere più trattati alla stregua di meri oggetti o prodotti.

Le suddette associazioni invitano tutti i cittadini a esprimere il proprio dissenso inviando una mail alla giunta ai seguenti indirizzi di posta elettronica:

sindaco@comune.portovenere.sp.it
paola.barsotti@comune.portovenere.sp.it
marco.borghini@comune.portovenere.sp.it
fabrizia.dorgia@comune.portovenere.sp.it

Le associazioni:
Animalisti Italiani La Spezia,
BETA Benessere e Tutela Animale
LAV La Spezia,
LIPU La Spezia,
e i volontari del Canile di San Venerio

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