Ben saldi con i piedi per terra, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio definiva il Manzoni il suo atteggiamento di fronte alle alterne fortune di Napoleone nella famosa ode che ne celebrava la dipartita, tanto per sottolineare come non avesse esagerato in commenti adulatori a seguito dei trionfi del gigante (si fa per dire…) corso, né avesse infierito impietosamente a fronte delle sue disfatte.

Per passare dal sacro al profano, con qualche rocambolesco salto mortale, come dicevo la scorsa settimana, del Manzoni dobbiamo cogliere quello stato d’animo con il quale ci disponiamo a commentare il percorso fin qui effettuato dallo Spezia.

Senza cioè essere particolarmente severi nel giudicare le prestazioni deludenti, che pure ci sono state, né insensatamente euforici nell’applaudire quelle assolutamente soddisfacenti.

Il commento, a mio parere, si deve adeguare al clima di sobrietà e di responsabilità con il quale il tecnico e l’attuale dirigenza hanno saputo sposare la necessaria umiltà, che sta alla base di qualsiasi impresa, alla legittima consapevolezza di una padronanza del gioco e del campo che si va sempre più consolidando.

Un aspetto assolutamente positivo è comunque sotto gli occhi di tutti gli osservatori e non sarebbe giusto sottacerlo: la risposta sempre più convincente dei giovani, di età o di categoria, che sono stati fino ad oggi chiamati a dimostrare le loro qualità.

Leggendo i commenti della stampa sportiva locale, soprattutto dopo la convincente prestazione di Ascoli, sono incappato in qualche “nonostante” di troppo.

Affermare che il risultato è stato raggiunto nonostante le assenze, al termine della partita vinta meritatamente, sottolineando chi sfortunatamente non c’era, come si usa fare per giustificare le sconfitte, mi è parso non solo ingeneroso nei confronti di chi invece fortunatamente c’era, ma anche fuori luogo.

Soprattutto la fascia destra dello schieramento sembra, al contrario, davvero rivitalizzata dagli innesti obbligati che da oggi sarà peraltro difficile considerare come soluzioni di ripiego.

La crescita di Vignali è stata esplosiva anche se forse il nuovo ruolo lo aiuta giusto per il fatto di avere comunque un avversario che gli fa da riferimento e che quindi gli facilita la ricerca della posizione in campo. E comunque il rapido adattamento alla fase difensiva e la familiarità a giocare il pallone, acquisita giocando da centrocampista, ne stanno facendo un esterno basso da leccarsi i baffi.

I suoi meriti aumentano, poi, se teniamo conto che domenica aveva di fronte un avversario di qualità, aggressivo e felino come il suo cognome, nomen omen avrebbero detto i latini.

Ora deve emergere la serietà finora dimostrata dal ragazzo che, come ha giustamente sottolineato il suo procuratore, il grande Luca Coti, dovrà continuare ad approcciarsi con lo spirito di chi sa di avere ancora molto da imparare e di avere solo espresso potenziali talenti tutti da concretizzare.

Stesso discorso vale per Mastinu che dimostra una sempre maggiore familiarità nel ruolo oltre ad una sorprendente personalità e facilità nell’eseguire giocate ambiziose e comunque sempre intelligenti, mai fini a loro stesse.

Il tutto condito da una capacità di tiro da fuori che diventa un’arma in più per le soluzioni d’attacco.

Anche Piu conferma tutta la sua vitalità e brillantezza ed evidenti progressi nell’adattamento a quel ruolo da esterno nel quale può sviluppare la sua corsa e la sua generosità.

Queste buone nuove si aggiungono ad una buona organizzazione difensiva e ad un centrocampo di quantità e di qualità che ci hanno fin qui consentito di essere ancora imbattuti.

A tutto ciò vanno aggiunte le prestazioni straordinarie di Chichizola e Nenè.

Ma, come dicevo in apertura, non dobbiamo farci prendere da eccessivi entusiasmi o dalle illusioni che potrebbero derivare da una classifica che ci pone in una posizione forse sovrastimata.

Difficile pensare davvero che lo Spezia sia oggi la quarta forza del campionato, come si dovrebbe desumere dalla classifica.

Certo le squadre fino ad oggi incontrate sono state abbondantemente alla nostra portata e mai abbiamo percepito sensazioni di inferiorità o sofferto particolari difficoltà.

Si tratta di capire se abbiamo beneficiato di un calendario fin qui favorevole o se il livello complessivo della categoria abbia fatto qualche passo indietro.

Godiamoci comunque questo più che soddisfacente inizio, senza farci venire le vertigini per una posizione tutta da certificare e da consolidare, contando soprattutto sull’equilibrio e le indubbie capacità del tecnico che si sta davvero dimostrando l’arma in più della squadra.

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