Regione Liguria, sospesa la caccia in deroga allo storno

GENOVA- In data 3 ottobre, il  Tar della Liguria ha deciso la sospensiva della caccia in deroga allo storno. La decisione è arrivata in seguito al ricorso presentato da alcune associazioni animaliste contro la decisione della Regione Liguria che aveva deliberato l’apertura del prelievo in deroga, dal 25 settembre al 15 dicembre, a tutela degli olivicoltori. Il provvedimento aveva ottenuto parere preventivo favorevole da parte dell’Ispra-Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale. Per il 27 ottobre, al Tar della Liguria, è fissata la discussione nel merito dei rilievi sollevati nel ricorso.

storno_abbattuto

La sentenza: Con Decreto cautelare n. 215 del 3 ottobre 2016, notificato alle parti nel primo pomeriggio, il Presidente f.f. della 2° Sezione del TAR Liguria ha sospeso la Delibera della Giunta Regionale n. 567 del 17 giugno scorso, con cui si apriva la caccia in deroga allo storno per il periodo dal 25 settembre al 25 dicembre (la specie non è cacciavite, in base alla Direttiva UE del 1979 in materia di avifauna). Nel provvedimento monocratico urgente del Presidente del TAR si fa riferimento ad “una situazione di estrema gravità ed urgenza” da rendere necessaria una prima sospensione, in attesa della pronuncia collegiale (sempre di sospensiva) prevista per il prossimo 27 ottobre.  Il ricorso ai giudici amministrativi è stato promosso dalle tre associazioni ambientaliste ed animaliste : Lega Abolizione Caccia, LAV ed Ente Nazionale Protezione Animali, patrocinate dallo studio dell’Avv. Claudio Linzola di Milano. Sconfitte dunque al primo round la Regione Liguria e l’Associazione Nazionale Uccellatori ed Uccellinai (ANUU-Migratoristi), che aveva affiancato nel giudizio i legali della Giunta regionale. Nell’acquisire la documentazione relativa a tutta la pratica, le Associazioni per la tutela della fauna avevano appreso delle forti pressioni del mondo venatorio per ampliare, con la deroga per questa specie protetta a livello nazionale e comunitario, l’elenco delle specie cacciabili; è stato in particolare contestato il pretesto fasullo della tutela delle produzioni olivicole , col previsto abbattimento di 11.000 esemplari (da parte di 2.000 cacciatori autorizzabili ) , includendo a tale scopo vastissimi territori dell’entroterra, in decine di comuni, non classificati come comuni olivicoli e/o privi di oliveti.

“La Regione continua a distogliere risorse economiche ed energie di funzionari e dirigenti per fotocopiare e riapprovare senza vergogna deliberazioni che sono da anni oggetto delle motivate censure dei giudici amministrativi; il tutto solo per accontentare i piccoli capricci di una frangia minoritaria del mondo venatorio (il numero dei cacciatori liguri, peraltro, è precipitato a 16.000 nel 2016); sarebbe ora di finirla e di occuparsi di cose più serie ed urgenti”, dichiara Guglielmo Jansen a nome del coordinamento delle tre associazioni ricorrenti.

Esprime soddisfazione anche Marco De Ferrari, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Liguria, che dichiara:  Ci risiamo. La Giunta Toti è pluri-recidiva. Ancora una volta sbatte contro il muro della legge, vedendosi respingere dal Tar ligure la delibera del giugno scorso sulla caccia in deroga allo storno. Esattamente come nel dicembre scorso, quando un provvedimento pressoché identico era stato annullato, con tanto di condanna al pagamento di svariate migliaia di euro per le spese legali a carico della Regione, cioè di tutti i cittadini. Da oggi abbattere storni in Liguria torna ad essere vietato dalla legge. Una buona notizia. Peccato che per arrivarci sia stato necessario ancora una volta un decreto di un tribunale amministrativo. Evidentemente Mai e Toti proprio non vogliono farsi una ragione del fatto che la caccia allo storno in deroga è illegale, preferendo tirare avanti a testa bassa, anche a costo di spendere soldi pubblici in ricorsi e azioni legali. Una follia che dimostra in che mani è la nostra regione.

 

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