Identità e cultura, una conferenza sul tema dell’integrazione Oriente/Occidente

LA SPEZIA- Identità e cultura una conferenza importantissima tenutasi sabato 1 ottobre 2016 presso il salone delle conferenze del Circolo Ufficiali M.M.

L’evento moderato da Marino Toma è stato introdotto magistralmente dal Contrammiraglio Eugenio La Maestra che ha spiegato sotto diversi aspetti e punti il mondo islamico. “L’Islam va oltre il concetto nostro di religione, è un concetto abbastanza teocratico (…) quindi i rapporti che vanno ad interfacciarsi con questo mondo possono essere solo rapporti di convivenza, ma sicuramente non rapporti di integrazione” secondo La Maestra non è possibile una reale integrazione fra il mondo orientale e quello occidentale ma di semplice e pura convivenza. Dice poi “una convivenza pacifica e civile, sicuramente si. Ma bisogna studiarla, capirla e quindi lo scopo della nostra attività diventa proprio questo, conoscere il loro mondo per potergli mostrare il nostro.. ” “se non ci si conosce non si può dialogare, allora si va al muro contro muro” Il Contrammiraglio continua il suo excursus riferito alla convivenza soffermandosi sulla definizione del termine italiano “Integrazione” citando il Devoto Oli: “incorporazione di una certa entità etnica in una società con l’esclusione di qualsiasi atto razziale” oppure “omologazione ai valori e ai comportamenti socialmente dominanti” da li poi si è passati alla descrizione del burqa e della devastazione che una donna prova nel dover affrontare la normale quotidianità.

A prendere poi la parola vi è stato Franco Bardelli presidente dell’associazione “Circolo Culturale Levante” che segue e si occupa dei temi d’attualità presenti sul territorio, “come l’immigrazione che ha cambiato totalmente la nostra società” la sua domanda provocatoria introduce poi l’interessante dibattito che vedrà i diversi ospiti confrontarsi attraverso mezzi ed esperienze personali che hanno arricchito il proprio curriculum.

“L’Islam si può integrare con i sistemi democratici europei? Fino a che punto ci può essere uno scambio positivo tra i due mondi? Il nostro, è un mondo fatto di società libere che sono fondate sulla democrazia, dove la sovranità è del popolo, espressa dietro un libero voto, e dove il potere religioso è ben distante e si attiene a quella sfera spirituale dell’individuo. Nell’Islam invece come accennato in precedenza da La Maestra si ha la sovranità in Allah, e quindi poi tutte le leggi che determinano questo mondo, vengono apprese da quel libro chiamato Corano. L’Islam è un monoteismo teocratico che non distingue in alcuna maniera quello che è il potere politico da quello religioso”. Riportando poi la riflessione al tema dell’evento, cioè la donna, esprime questo concetto: “La donna in quel mondo non ha gli stessi diritti dell’uomo, nemmeno espressivi. .. e là dove c’è una donna libera vi è una società libera, là dove c’è una donna che è allo stesso livello o pari dell’uomo si ha una società democratica ..”

Il dibattito vero e proprio si Apre con Gilda Esposito ricercatrice presso l’università di Firenze che ha portato alcune testimonianze inerenti al proprio lavoro e alle proprie ricerche, mettendo con dati alla mano la reale situazione demografica del territorio spezzino, ha messo in risalto alcune singolari storie, che seppur in minima parte e percentuale aprono uno spiraglio “impercettibile” di speranza verso un integrazione costruttiva. Parlando insieme al vicesindaco di Lerici Lisa Saisi dell’osservatorio del cambiamento sociale, dell’evoluzione delle famiglie e della necessità di poter e dover convivere, l’Esposito ha mostrato un diverso punto sull’idea generica del mondo islamico presente sul territorio.

Di tutt’altro parere, intensità è pensiero invece sono state Stefania Pucciarelli Presidente della III Commissione Consiglio Regione Liguria e il consigliere comunale della Spezia Maria Grazia Frijia che hanno animato e acceso realmente il dibatto. Esponendo pensieri molto più rigorosi e chiari su quello che di aberrante, devastante e inconcepibile il mondo islamico propone e pretende.

La sala gremitissima si è letteralmente infuocata e il dibattito ha acquisito spunti e valide motivazioni di ulteriori e possibili prossimi confronti, perché una realtà, quella islamica che in diversi contesti e modi ci “tocca” e appartiene, logorando i pensieri futuri di infinite e devastanti domande.

(Stefania Martinico)

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