I grandi solisti (3): Frank Zappa

Frank Zappa è universalmente conosciuto come Il Genio. Un appellativo meritato per un artista unico ed irripetibile, che ha lasciato un segno indelebile in campo musicale. Un personaggio stravagante, originale, con un carattere contraddittorio tipico dei tratti del genio, appunto. Per raccontare Frank Zappa a chi non lo conosce artisticamente e non solo, ci vorrebbe un libro e molti ne sono stati scritti. Nella sessantina di album in studio, numero impressionante, si trova una commistione di generi musicali tale da rendere impossibile etichettarlo od inquadrarlo in un filone ben preciso. Dal rock al blues, dalla musica classica al progressive, dalla fusion all’avanguardia e persino il cabaret, una miscellanea di generi mai mischiati ma sapientemente amalgamati tra loro. Un’infanzia conflittuale quella di Frank Zappa, l’influenza del padre di origini siciliane, sulla sua vita, ha sortito l’effetto opposto; un continuo peregrinare per gli States a causa del suo lavoro ma soprattutto il voler imporre tutto al giovane figlio, fecero sì che Frank odiasse la cucina italiana, ma soprattutto la religione cattolica. Appena diplomato, Zappa se ne andò di casa per vivere da solo in condizioni di povertà, arrivò anche ad abitare in uno studio di registrazione. In quel periodo venne arrestato perché accusato di girare filmini porno con la sua ragazza e la vicenda fu assurdamente grottesca. Siccome girava questa voce, un poliziotto in incognito gli promise cento dollari in cambio di un filmino solo per incastrarlo e Frank, allettato dal bigliettone verde, fece mezzora di nastro con dei gemiti della sua convivente. Ovviamente fu scagionato, ma una settimana in carcere la dovette fare ugualmente. La passione per la musica assieme a un talento senza limiti, lo portò ben presto alla ribalta con il suo storico gruppo, The Mothers Of Invention, un ensemble di validi musicisti. Quando nel ’66 usci il famoso album “Freak Out!” Zappa divenne subito uno dei più acclamati artisti della scena mondiale, persino Paul McCartney disse che i Beatles ne furono influenzati. Una personalità ed un carattere fuori dagli schemi che si trovava nei testi delle canzoni, parole volutamente provocatorie, spesso volgari, accuse alla società, all’industria discografica e quant’altro. Incurante delle censure, Frank Zappa ha sempre tirato dritto infischiandosene della stampa benpensante e finendo negli strali dell’associazione americana genitoriale, la P.M.R.C., che lo additava come pessimo esempio da non imitare. Venne persino convocato dal Senato Americano e fu un evento, mediatico e non, memorabile; decine e decine di televisioni, giornalisti, fotografi e spettatori per un’arringa di cinque ore dove Zappa denunciò la violazione del diritto ad esprimersi sancito dalla Costituzione, dove accusò la suddetta associazione alla stregua di chi “propone di eliminare la forfora con la decapitazione”. Un grande, grandissimo musicista ed un personaggio scomodo, senza peli sulla lingua. Il fatto che fosse un musicista che scriveva testi osceni o scurrili e sia morto a soli 53 anni, potrebbe far pensare alla classica rockstar dedita ad eccessi di ogni tipo. Niente di più falso; Zappa era attaccabile, come comportamenti, solo per il fatto che non curava l’igiene personale, per il resto, se un solo componente della sua band faceva uso di droghe, veniva immediatamente cacciato. La morte precoce è stata causata da un tumore alla prostata, Zappa era inoltre un pignolo maniacale in sala d’incisione, tutto doveva essere impeccabile ed era perennemente insoddisfatto ed iper-perfezionista. Tanti artisti e colleghi hanno dichiarato di essersi ispirati a lui, i Deep Purple lo celebrarono nella loro canzone più famosa, “Smoke On The Water”, raccontando l’incendio della palazzina dove Zappa era alloggiato con i Mothers al Festival di Montreux sul Lago di Ginevra. Tra i tanti aneddoti e leggende metropolitane che circondano la sua fama, vale la pena ricordare un suo concerto italiano, a Pistoia, dove fece installare un maxi-schermo, oggetto quasi sconosciuto nel 1982, dove veniva trasmessa una partita dei mondiali di calcio, in modo che se il pubblico non avesse capito la sua musica avrebbe potuto guardare la partita senza aver buttato i soldi del biglietto. I suoi tanti album e brani, una produzione imponente, sono tutti all’insegna della ricerca sonora, nessuno come lui sapeva plasmare la musica, stili diversi tra loro, creando risultati stupefacenti.

Tra i molti dischi ricordiamo quelli che chiunque voglia avvicinarsi a questo gigante della musica dovrebbe ascoltare: “Freak Out!”, “Absolutely Free”, “Hot Rats”, “Chunga’s Revenge”, “Over-Nite Sensation”, “Apostrophe”, “Zoot Allures” e “Joe’s Garage”.  A Frank Zappa sono stati dedicati un asteroide, il nome di una medusa, parchi, monumenti, diverse vie nel mondo tra cui una a Partinico in Sicilia e ad Agropoli nel Salernitano, un gene, un ragno, un mollusco, personaggi di videogiochi e molto altro. Il cosiddetto rock demenziale è nato con lui, Elio E Le Storie Tese a lui si sono ispirati, ma questa è solo una delle facce di un poliedrico artista unico nel suo genere che potrà solo essere imitato, ma mai eguagliato.

(Fabrizio Bordone)

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