Concluso il progetto “in parata” nel Quartiere Umbertino

LA SPEZIA- Si è concluso il ciclo dei venti incontri del progetto “in parata” inserito nei programmi dell’estate spezzina 2016 curati da G. Antuono, G.Lai in collaborazione con l’associazione “A testa in giù”, svoltosi  nel quartiere Umbertino nel periodo giugno – settembre.

Il progetto rivolto a bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e 18 anni era basato su laboratori di percussioni, ritmi afro-brasiliani, vocalità e un lavorando sulla propedeutica al ritmo, dando poi l’opportunità ad ogni partecipante di poter suonare anche uno strumento. Un piccolo assaggio di ciò che comprende il vero e proprio progetto degli organizzatori, poter creare una scuola di musica sul metodo laboratoriale per formare poi un’orchestra di quartiere.

La partecipazione dei bambini/ragazzi è stata costante e diversificata nelle varie fasce d’età, l’approccio iniziale ha mostrato valido interesse, anche se le difficoltà di svolgere incontri e lezioni all’aperto non sono mancate. Ad ogni modo è stata riscontrata tantissima curiosità, infinita ammirazione e particolari apprezzamenti dai diversi abitanti del quartiere.

Quartiere, quello umbertino che necessita di spazi alternativi, dove ragazzi di diverse età possano ritrovarsi per elaborare le proprie energie attraverso, magari un progetto che li veda protagonisti, riuscendo anche a semplificare quel processo di integrazione che molte volte viene decelerato dalla diffidenza.

L’entusiasmo di tale progetto ha portato la messa a disposizione da parte dei servizi sociali del comune una piccola stanza presso i locali de “il laboratorio di quartiere” sito in Piazza Brin, per poter iniziare la divulgazione di laboratori musicali di strumenti come la chitarra, il basso, la tastiera ed il canto.

Servono mezzi validi di aggregazione, linguaggi unici che permettano la cooperazione e spazi tali da poter rendere facile tutti quei processi culturali che rendano il normale progredire della vita quotidiana un orgoglio dignitoso.

Il progetto “in parata” l’ha dimostrato.

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