Libero di criticare il gesto, non la famiglia che rispetto sempre. Massimo Lombardi interviene sull’episodio dei fischi a Ciampi

LA SPEZIA- Ieri (sabato, n.d.r.)  non ero alla stadio Alberto Picco, nella mia/nostra Curva Ferrovia. Ero, insieme ad altri giovani spezzini, alcuni fanti di curva, altri no, a consegnare gli aiuti raccolti alle popolazioni colpite dal sisma. Tra un pacco e l’altro… abbiamo esultato per i gol dello Spezia. Come il popolo del Picco. Che ci chiamava ogni volta. Tornato a casa, stanco ma felice ho appreso dei fischi nel minuto di raccoglimento per Ciampi. Non li ho condivisi. Non mi sono piaciuti. Mi hanno fatto provare vergogna. Per il gesto, non per chi l’ha compiuto. Mai. Nelle differenze di idee sono la mia famiglia. E come in tutte le famiglie spesso si è in disaccordo, si bisticcia anche. Per esempio a me proprio non va giù, non tollero il coro contro i toscani citando gli ebrei. Ogni volta mi incazzo. Non canto e mi sento a disagio. Gli Ultras lo sanno e mi rispettano. Nel libro degli Ultras l’ho scritto nell’introduzione. Firmandolo. I ragazzi di Curva li difendo sempre. Ma non sono sempre d’accordo su quello che fanno. È normale. Il ruolo di avvocato penalista è questo. Qualcuno mi vota per fiducia personale anche se non la pensa come me. Altri votano altri partiti e uomini. È normale. Dispiace che a qualcuno questo dia fastidio. Non ci posso far niente io mi sento prima di tutto un ultras dello Spezia. Perché la Curva è la mia casa. Da sempre. E se a qualcuno da noia se ne faccia una ragione. Non ho paura delle critiche dei fanti che hanno espresso il loro libero pensiero fischiando. non ho paura di bisticciare in casa mia. È da 40 anni che vivo con loro. Ripeto, non ho gradito per niente, mi sono incazzato e rimasto deluso ma… quella gente è la mia famiglia. Vera.

Avv. Massimo Lombardi
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