La città salvi la “Porta di Sion”rappresentata dal Molo Pagliari che l’Autorità Portuale vuole deturpare.

LA SPEZIA- Esistono finanziamenti e progetti diversi che salvaguarderebbero la “Porta di Sion”,  riconosciuta come bene storico, culturale nazionale e quindi, come si suol dire, un bene protetto.

La morte di Carlo Azeglio Ciampi ci porta alla mente Exodus, la Porta di Sion, la città di pace del mediterraneo e la medaglia d’oro attribuita alla città per un evento storico molto importante perché mette il luce la solidarietà che gli Ebrei ebbero dai cittadini del Levante, ovvero Fossamastra e Pagliari, che con grande generosità, nonostante l’infelice periodo del dopoguerra, aiutarono i profughi che erano scampati dai campi di sterminio, nella loro lunga attesa sul molo Pagliari per imbarcarsi sulle navi Fede e Fenice che li riportarono  in Palestina. Questo episodio portò a fare in modo che, nel 2012, il Ministero dei Beni Culturali dichiarasse il Molo Pagliari un bene pubblico protetto.

Ma protetto da chi?
Da un’Autorità Portuale (ricordiamo sempre che è in scadenza di mandato) che pare non essere animata dai  buoni sentimenti che dovrebbero portarla a tutelarlo, bensì si accanisce con un progetto sciagurato che porterà a costruire sul molo alcuni manufatti per ricollocare le Marine del Canaletto e Fossamastra in pieno contrasto con il vincolo di utilizzo pubblico. Sappiamo che esistono finanziamenti per realizzare progetti diversi,  migliori del precedente e non invasivi per il Molo Pagliari e quindi riteniamo giusto che finalmente l’Autorità portuale agisca di conseguenza evitando di offendere la memoria della Porta di Sion e in coerenza con l’intesa con il Comune.

(Coordinamento Quartieri del Levante)

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