Di chi è la colpa della crisi?

Spesso i governi, quando persiste una situazione economica interna al paese con seri problemi di disoccupazione, deflazione, crescita zero, (oggi sul 24 ore “L’Italia frena, Pil a + 0,7%), creano un pretesto: dare la colpa all’economia mondiale che va male. Questo pretesto è oggi molto diffuso. Ma l’economia mondiale non è un bene comune globale; lo può essere il clima del nostro pianeta, che può richiedere una cooperazione globale dei vari paesi, ma sono le buone o cattive politiche economiche attuate dal governo di un Paese che comportano benefici o disastri all’economia nazionale di quel Paese e all’estero.
Esistono comunque casi di influenza economica a carattere mondiale che sono a vantaggio di un paese e a discapito di un altro,  ad esempio, i paesi proprietari di giacimenti di  petrolio che sui mercati fanno variare  il prezzo. Ma gli attuali problemi dell’Italia hanno poco a che fare con una mancanza di cooperazione economica globale: sono problemi attribuibili al governo attuale, che soffre di miopia e superficialità a dare soluzioni. Renzi pensa che la soluzione ai gravi problemi del nostro paese avvenga mediante regole globali, accordi globali, istituzioni globali, internazionali: niente di più sbagliato. In Italia mancano processi decisionali nazionali, e politiche economiche adeguate, al particolare momento di congiuntura, e gli italiani stanno toccando con mano questa cattiva politica. Un esempio di governance, con l’obiettivo di risolvere i problemi nazionali, è la Gran Bretagna con l’uscita dall’Unione Europea, in quanto  ha ritenuto non consistenti i vantaggi economici offerti dalla UE, ritenendo di risolvere per conto proprio i problemi economici interni.

Mario Bonelli dottore commercialista in La Spezia

Advertisements
Annunci
Annunci