Tivegna (DLTM): “Si apra un confronto vero sul futuro dell’economia del mare”.

LA SPEZIA- La richiesta di rinvio della nascita della nuova Autorità di Sistema Portuale della Spezia e Carrara fatta dal Presidente Toti e dall’Assessore Rixi al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Delrio è stata motivata con argomenti che lo stesso Ministro, in un’intervista al Secolo XIX, ha definito istituzionali, quindi tecnici e non legati a problemi di bassa cucina politica.
Se il Ministro stesso riconosce la non strumentalità della richiesta, diventa difficilmente comprensibile la veemenza di certe reazioni che paiono evidentemente molto più interessate alla nomina del Presidente dell’Autorità Portuale che non alla nobile attuazione della riforma.

La Consigliera Regionale Raffaella Paita in un suo comunicato si dichiara orgogliosa della reazione “unanime” della “sua” città all’atto dell’amministrazione regionale, definito arrogante e presuntuoso.

Nello stesso comunicato introduce il sospetto che dietro questa decisione si nascondano ragioni politiche o ancor peggio personali per poi passare, con un salto logico a dir poco azzardato, dal sostegno all’attuazione della riforma alla formulazione di un giudizio negativo, seppur indiretto, sull’operato del Presidente Forcieri. Tale giudizio sposa in tutto e per tutto la tesi sostenuta da La Spezia Port Services, associazione di spedizionieri e doganalisti operanti nel porto della Spezia che, oltre a chiedere la rapida attuazione della riforma chiede discontinuità nella gestione.

Come afferma la Paita, in questo caso giustamente, c’è in discussione buona parte del destino economico della città, infatti il completamento delle opere e degli investimenti privati e pubblici previsti dal PRP approvato potranno favorire un’ulteriore crescita delle attività legate al mare: porto commerciale, cantieristica navale e nautica, turismo (waterfront, porti turistici e crociere) in un contesto di sostenibilità ambientale e sociale.

Viene quindi da chiedersi se, prima di richiedere discontinuità rispetto all’attuale gestione, sulla quale mi sento di esprimere, in compagnia di numerosi operatori economici e semplici cittadini, un giudizio largamente positivo, non si renda necessario e opportuno ascoltare, oltre alla rispettabile opinione degli spedizionieri e dei doganalisti, il pensiero degli altri operatori economici, della cittadinanza e di tutti coloro che sono interessati allo sviluppo dell’economia del mare e al futuro del territorio, praticando nei fatti quella trasparenza e capacità di ascolto che dovrebbe caratterizzare il modus operandi di chi ricopre un importante ruolo istituzionale e di rappresentanza dei cittadini.

Pierluigi Tivegna

Direttore del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine

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