Autorità Portuale, i responsabili della situazione attuale vogliono candidarsi alla Presidenza

LA SPEZIA- Nonostante gli evidenti fallimenti nel governare lo scalo marittimo spezzino, che hanno causato molti danni e pochi benefici, alcuni personaggi che sono i responsabili della situazione attuale hanno la faccia tosta di presentarsi come candidati alla presidenza dell’Autorità Portuale nel nuovo sistema che sarà La Spezia-Marina di Carrara.

Costoro, che ancora non si rendono conto (o non vogliono farlo) dei danni che hanno causato a questa città ed al suo golfo hanno la presunzione  di proporsi nonostante tutto ( la famosa carega  fa gola a tutti).

Abbiamo più volte rilevato in modo chiaro e dettagliato gli errori dell’attuale ”governance” del porto di La Spezia che, per chi non avesse letto (devono aver fatto finta), riportiamo di seguito per l’ennesima volta.

  1. Mancata elettrificazione di alcune banchine portuali
  2. Mancata realizzazione della mitigazione dell’inquinamento acustico e atmosferico vista l’anomalia, unica, di un porto vicinissimo alle abitazioni dei quartieri adiacenti
  3. Mancata realizzazione di una fascia di rispetto
  4. Mancate verifiche sugli inquinanti e sui rumori secondo le indicazioni del Ministero dell’ambiente ambito per ambito portuale
  5. Mancata restituzione alla città di Calata Paita (Waterfront)
  6. Presumibilmente di fatto si è impedito il funzionamento del ”Tavolo Permanente Pubblico” così come era stato inserito nella legge regionale del dicembre2006
  7. Mancata verifica di valutazione di impatto ambientale,ambito per ambito, così come stabilito dal Ministero dell’Ambiente ogniqualvolta si interviene sulle banchine portuali e questo per salvaguardare la salute dei cittadini.
  8. Stoccaggio, che si presume abusivo, di container vuoti su moli a destinazione “merci varie e alla rinfusa” (vedi Molo Garibaldi, Calata Paita e calata Malaspina)
  9. Anni di ritardo sulla realizzazione dello spostamento dei binari all’interno del porto per una maggior funzionalità e per la mitigazione dell’impatto ambientale.
  10. Mancata elettrificazione ed altro ancora fa si che da anni continuano gli insopportabili rumori 24 h su 24 dei gruppi elettrogeni delle navi attraccate a banchina in funzione sempre ed oltre ai rumori le emissioni inquinanti dei fumaioli.
  11. La crocieristica, attività turistica positiva è posizionata sul molo Garibaldi (avente destinazione d’uso per merci varie e alla rinfusa)mentre era destinata ad essere posizionata a Calata Paita e la cosa ha contribuito al mancato ritorno della stessa alla città e di fatto ha impedito l’allungamento di Passeggiata Morin verso est.

Questi ritardi (parliamo di 8 anni) hanno danneggiato la città,hanno fatto saltare le previsioni sulla movimentazione dei container nel porto di La Spezia che dal 2008 ad oggi sono rimasti fermi a circa 1.300.000 teu nonostante i notevoli investimenti per l’ammodernamento degli impianti portuali tipo l’aumento delle gru portainer ed altre attrezzature.

Il P.R.P. che ormai ha 10 anni di vita forse non corrisponde più alle esigenze per il traffico marittimo di oggi ed alla sostenibilità della convivenza porto-città e lavoro-ambiente.

È  necessario certamente rivedere alcune previsioni ed aggiornare il percorso futuro nel nuovo sistema porti che ci vede accoppiati con Marina di Carrara e questo nei tempi più brevi possibili per non rischiare penalizzazioni ulteriori al nostro scalo e per ritrovare condivisione operativa tra Autorità portuale-Comune-Operatori  portuali e cittadini.

Sta di fatto che in questi 8 anni l’Autorità non ha voluto valorizzare l’elemento del confronto diffuso e della partecipazione,da qui forse derivano i ritardi clamorosi e la rottura su alcune impostazioni di pianificazione con il comune ed i cittadini.

Per la V.A.S-Onlus   Franco Arbasetti

Per Il Coordinamento dei Quartieri Del Levante  Rita Casagrande

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