‘Ndrangheta e “cricca dei fallimenti” spezzina: spunta un traffico di scorie

La Spezia –  Aveva contatti con «un ispettore di una centrale nucleare in Bulgaria» per importare in Italia scorie radioattive, con la complicità della criminalità organizzata, Vittorio Petricciola, il commercialista spezzino arrestato l’altro ieri nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “cricca dei fallimenti”.

Il dettaglio emerge dalle carte dell’Antimafia, quando Petricciola propone all’avvocato della Spezia, Giampaolo Zambella, di entrare nel business dello smaltimento illecito di rifiuti, un affare in cui sono coinvolti i clan della ’ndrangheta. L’attenzione degli inquirenti si concentra ora su un capannone industriale alle porte di Voghera dove sarebbero bloccate 5.000 tonnellate di rifiuti, poiché la società proprietaria del deposito, la Recology del gruppo milanese Benazzi, avrebbe appena ricevuto un’ingiunzione di sfratto. Gli inquirenti intendono indagare ancora più a fondo per appurare se le scorie nucleari dalla Bulgaria siano già arrivate in Italia e siano state stipate in quell’immobile. Dice, intercettato Petricciola a Zambella: «Abbiamo bisogno di poter usare questo capannone come fossimo inquilini, nessun altro deve poterci entrare. In questo periodo – è l’ottobre dell’anno scorso – qua vogliamo poter operare e ci sarà parecchio traffico, nel senso che arriveranno camionate di rifiuti. Trattiamo con la criminalità organizzata, è un settore molto pericoloso…. È saltato fuori che la Bulgaria oggi come oggi è una nazione che ha sette impianti termo nucleari, combinazione conosciamo un funzionario dentro una centrale che è operativa e si parla di smaltimento anche lì, un po’ più pesantuccio però con numeri molto grossi. Basta, ti ho detto quello che ti dovevo dire…».

Fonte: the medi telegraph  

http://www.themeditelegraph.com/it/

Advertisements
Annunci
Annunci