Italia Nostra interviene sulla Palmaria: sì al turismo sostenibile

LA SPEZIA– È da molti anni che “Italia Nostra” partecipa con attenzione alle vicende dell’isola Palmaria. Dallo scorso anno, quando il Demanio marittimo ha dismesso molti suoi beni – edifici talora anche  degradati – in favore del Comune di Portovenere, si è aperta, per il futuro dell’isola una scelta probabilmente cruciale: lasciare al libero mercato (e alla speculazione edilizia) la chance di cementificare e stravolgere l’isola (in gergo politico ‘valorizzandola’) oppure preservarla da questa minaccia, visto che essa è anche Parco regionale, Sito UNESCO e Sito d’interesse Comunitario europeo), pensando quindi ad un piano lungimirante di tutela e uso sostenibile.

Questo potrebbe puntare, di massima,  a riordinare  quanto già esiste sia ai fini della testimonianza storica (merita ricordare almeno i due grandi e architettonicamente pregevoli forti: l’“Umberto I” e il “Cavour”), sia di alcuni usi turisticamente sostenibili rivolti ai visitatori interessati, nel corso dell’intero anno solare, a tutto quanto l’isola può ancora – per fortuna – offrire come patrimonio naturale:  la bellezza delle coste, della falesia, dei fondali, delle grotte, dei boschi, degli specchi marini. Tutto ciò noi abbiamo ora il dovere e l’opportunità di preservare in modo stabile e definitivo, come lo status già menzionato dell’isola ci impone.

Ricordiamo che su questi temi vi è stato un fiorire di iniziative, ad opera di comitati, associazioni e liberi cittadini, spesso confluiti nel Laboratorio Palmaria, che, con una approfondita ricerca, prova a delineare un futuro possibile/auspicabile per l’isola.

 A nostro avviso, un turismo rispettoso e tematico, programmato nei flussi e entro i rigidi termini della fruizione ecologica,  potrebbe contribuire economicamente all’autosostenibilità dell’isola!.

In questo quadro di spontanea  grande mobilitazione ci sembra del tutto opportuno che la Regione Liguria si apra ai citati contributi, nelle varie sedi e occasioni, come la recente “cabina di regia”, anche modificando la ristrettissima convenzione formulata a maggio 2016,  e così consentendo l’accesso ad almeno un rappresentante delle associazioni di tutela paesaggistica.

Se ci può confortare qualche riferimento normativo, basti citare:

  • la sentenza 192/2011 della Corte Costituzionale, che dispone sempre la VAS quando si parla di “valorizzazione”,
  • la Convenzione Europea di Aarhus, recepita da leggi nazionali, che raccomanda espressamente la massima partecipazione pubblica in piani di natura ambientalmente rilevante (come è il caso della Palmaria)
  • l’art. 6 della Direttiva Habitat che non consente di realizzare progetti aventi incidenza negativa con un SIC (per tutelare la biodiversità di specie e habitat di interesse comunitario).

Facciamo espressamente appello alla sensibilità e capacità di ascolto degli Amministratori coinvolti.

Direttivo “Italia Nostra onlus” sez. della Spezia.

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