Spezia calcio: si naviga a vista, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Terminato il lungo calciomercato estivo sarà il campo a dare i voti al lavoro fatto.
Le perplessità che hanno reso inquiete le vacanze degli sportivi spezzini non si sono certo dissolte al termine delle operazioni di mercato.
Si ha soprattutto la sensazione di assistere ad una navigazione a vista che, senza aver raggiunto i pochi obiettivi precisi che si era ripromessa, abbia riparato con operazioni sulle assi Spezia-Empoli e Spezia-Sassuolo, le uniche che l’attuale direzione sportiva spezzina, celebratissima dalla stampa locale, sembra conoscere.
Se per il centrale difensivo si è tornati su un croato già visto, neppure fra i migliori fra quei bravissimi ragazzi qui giunti nel passato, l’esterno è rimasto nei desideri di sportivi e società.
Io non sono un appassionato di formule, certo mi pare evidente che senza gli esterni il modulo particolarmente caro al mister non si potrà concretizzare sul campo.
Tanto più che anche Piccolo, dal quale ci si attende sempre qualcosa di più, ha dimostrato di trovarsi più a suo agio giocando dietro le punte, proprio nella zona dove operava per il meglio il “nostro” Catellani.
Poco male, Di Carlo riprenderà i testi studiati a Coverciano e ripasserà i diversi modi di sistemare in campo la squadra in base ai giocatori che ha a disposizione.
D’altronde la capacità dell’allenatore la si dimostra adattando il sistema di gioco alle caratteristiche della rosa piuttosto che viceversa.
Ma già il secondo tempo della sfortunatissima partita con la Salernitana ha dimostrato la capacità del mister di rivedere l’impostazione della squadra e la sua migliore predisposizione a giocare con due punte centrali, pedine di cui peraltro disponiamo in quantità e di qualità.
Se Nenè, che il Signore ce lo conservi sano e pimpante, e il “diablo” Granoche hanno queste specifiche caratteristiche, da quel che si è appreso anche Baez e Più gradiscono il ruolo di seconda punta piuttosto che quello di esterno.
Rimango dell’opinione che in difesa si dovesse cercare un’alternativa a Terzi più che un sostituto di Postigo e quindi rivolgere le attenzioni verso un giocatore esperto capace di guidare la difesa forte sia coi piedi che con la testa.
Non mi pare che Niko Daktovic risponda a questi requisiti, comunque i giovani sono sempre i benvenuti, e questo vale per tutti i nuovi arrivati, perché hanno un margine di miglioramento tecnico che, nel caso del croato, si può completare con un fisico da atleta vero ed adeguato al suo ruolo.
A vista si naviga anche sulla gestione dei giovani dietro ai quali forse si muovono interessi che mal si addicono alla necessità di curarne la crescita calcistica che richiede pazienza, prudenza e, qualche volta, un po’ più di coraggio e fiducia.
Se si vuole realizzare subito economicamente con i giovani, difficile che si faccia anche il loro interesse nello sviluppo della loro carriera oggi all’inizio.
Non si devono dunque affrettare impieghi frettolosi per i quali i ragazzi non siano ancora pronti e si deve, al contrario, avere il coraggio di dar loro fiducia allorché appaiano pronti ad affrontare i compiti che li attendono.
Per coloro che sono in questa condizione non c’è posto migliore da dove prendere il volo di quello nel quale sono cresciuti e sono diventati calciatori.
Non capisco pertanto la cessione di Acampora che, già da oggi, poteva essere un alternativa concreta ai centrocampisti titolari fra i quali qualcuno ha spesso bisogno di tirare un pò il fiato.
Forse sarebbe bastato assicurargli di giocare un po’ di più come merita e come può fare e comunque speriamo che a Perugia trovi lo spazio che gli servirà per affermarsi.
Mi auguro poi che Ceccaroni sia considerato alla pari di coloro che, nel suo ruolo, giocano di solito e non si creino gerarchie preordinate senza concrete giustificazioni tecniche.
Per una società che dice di voler puntare sui giovani mi sembra che sia il minimo che si possa chiedere.
Con i ragazzi meno pronti occorre, invece, cautela e prudenza.
Uscire sostituiti nel corso della gara, sentire il brusio del pubblico quando sbagli, trovarsi di fronte avversari che anche fisicamente ti fanno sentire senza speranza, tutto ciò può creare quelle ansie da prestazione che paralizzano i muscoli e ti riduci a sperare che non ti passino mai il pallone.
Comunque speriamo che tutto vada per il meglio, gli sportivi ancora una volta hanno dimostrato di crederci, speriamo che ci creda anche il bi-presidente magari aggiornandosi la sponsorizzazione.
Non ho parlato volutamente di Iemmello, se ne è già parlato anche troppo e speriamo che fra poco non ci sia il problema del portiere.
Non ci si faccia trovare impreparati.

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