Presentazione “Non ha mai quiete. Leonardo e l’acqua” di Valentina Fortichiari

LA SPEZIA– Lunedì 5 settembre alle ore 19 alla libreria Liberi Tutti presentazione del libro “Non ha mai quiete. Leonardo e l’acqua” (sedizioni) a cura di Mariangela Guanda. Letture di Beppe Mecconi (LaAV La Spezia).

Perché vede più certa la cosa l’occhio né sogni che colla immaginazione quando desto”.

Un Leonardo attento agli odori, agli abbracci e ai sogni. Un Leonardo dalla forte presenza corporale e preda di una attrazione fatale per la luce, le ombre, per i colori: l’incontro con Salaì è simboleggiato dall’acqua ma soprattutto dalla discussione sul modo di ‘vedere’ i colori. Elegantissimo e solitario, silenzioso, meditativo, Leonardo può vedere al buio e persino ‘levitare’ abbandonando a terra la propria forma materiale; riconosce i segni di un moto della terra insolito a Milano, e subito dopo trova per caso ispirazione per il volto del Cristo, rimasto vuoto; fugge l’umanità e cerca la compagnia degli animali. Un Leonardo che nutre segretamente il desiderio inappagato della genitorialità, della famiglia, persino dell’istinto maternale.

Come nel racconto dedicato a Colette (Lezione di nuoto, Guanda 2009), anche qui l’acqua, che Leonardo, attratto e insieme respinto, vorrebbe ‘domare’, è metafora di sensualità, una sensualità che può oscuramente mutare in violenza.

Valentina Fortichiari racconta Leonardo tra il 1490, anno milanese della Festa del Paradiso, e successivamente del Cenacolo, sino al 1513, quando l’artista si rimetterà in viaggio, preda della sua indole errabonda, inquieta. La storia si mescola all’invenzione: a Pico della Mirandola, Aldo Manuzio, alla madre di Leonardo, fa seguito la vicenda di Clarice e Rachel, personaggi di pura fantasia, ambientata nella campagna inglese. Da Salisbury e Plymouth le due partiranno all’inseguimento di un genio di cui hanno soltanto sentito parlare, destinato a cambiare le loro esistenze.

La narrazione è volutamente organizzata per scene o meglio ‘quadri’: si potrebbe pensare a visioni oniriche, a volte frammentarie, commentando con Leonardo stesso: “Perché vede più certa la cosa l’occhio ne’ sogni che colla immaginazione quando desto”. L’occhio, principe dei sensi, qui tutti rilevatissimi, ha una parte preponderante nel romanzo, non solo come strumento del guardare, addirittura dello ‘spiare’, ma nella concretezza di un oggetto misterioso e inquietante che viene studiato da Leonardo, e persino gigantesco, trovato sulla spiaggia bretone da Rachel, dopo la furia di uno tsunami durante la navigazione. Simbologie? Leonardo si fa leggere le carte da una maga, Clarice consulta una strega a Stonehenge prima di partire. Coincidenze? Non sono le uniche, in un intreccio di casualità e di destini che portano alla medesima conclusione: forse niente esiste al di fuori del sogno. Il dubbio è destinato al lettore, alla fine: tutto è possibile, niente è reale, tranne i pensieri di un uomo che vide ben oltre l’umanità.

Valentina Fortichiari milanese, ha lavorato per anni nel mondo editoriale. Attualmente è docente universitaria in comunica-zione e tecniche narrative. Giornalista, saggista, è curatrice delle opere di Guido Morselli e di Cesare Zavattini, ai quali ha dedicato numerosi interventi critici. Scrittrice, ha esordito nella narrativa con il romanzo Lezione di nuoto, Colette e Bertrand, estate 1920 (Guanda 2009), che ha vinto premi importanti.

Assieme al romanzo, ha pubblicato per sedizioni la Vita di Leonardo da Vinci.

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