Il nuovo metodo della segnaletica “…dall’isola Palmaria il suggerimento di Mangia Trekking per rispettare gli alberi…”

PORTO VENERE- Nei giorni scorsi, dal “laboratorio” Isola Palmaria nel Mar Ligure, dove  da tanti anni, per conto del Comune e del Parco Regionale di Porto Venere, ne cura la manutenzione e la segnaletica dell’intera  rete sentieristica,  l’associazione Mangia Trekking, ha lanciato una nuova idea a carattere ambientale. Un nuovo sistema di applicazione della segnaletica, un diverso metodo di applicazione delle tabelle agli alberi. L’associazione ha preso in  riferimento quelle che segnano i sentieri (che sono le più numerose), ma il sistema, si riferisce ed è adottabile ad ogni tabella applicata ad una pianta. Non più viti, chiodi o qualsiasi altro metallo che “ferisce” l’albero ed intristisce l’ambiente, ma un diverso sistema pulito, con squadrette e fascette per cablaggio, che permette la regolare crescita della pianta, e può essere facilmente sostituito mentre la stessa cresce nel suo diametro. Senza fenomeni di inghiottimento o di espulsione. Senza danneggiamenti e pessima immagine dal punto di vista ambientale o della qualità del lavoro svolto. Il metodo messo a punto da Mangia Trekking  è senz’altro migliorativo rispetto a quanto realizzato un poco ovunque su  tanti territori. L’associazione a sostegno della propria proposta ha elaborato un report dell’esistente in diversi terriritori e di ciò che sull’isola va sperimentando con successo. Promuove il nuovo sistema quale metodologia da adottare. E lo sottopone alle autorità preposte Regioni, Enti Parco e Comuni, per una adeguata valutazione. Dall’associazione ritengono che sarebbe una pratica  da adottarsi prima di tutto in segno di  rispetto degli alberi  e  dell’ambiente. La quale darebbe anche un’immagine curata diversamente del  territorio. Così, dall’ isola Palmaria, regina del Mar Ligure, giunge una nuova proposta dell’alpinismo lento a piena tutela dell’albero e verso l’affermazione dell’idea di una segnaletica artigianale con doghe di botte dismesse, che un tempo conservarono i vini dei luoghi,  ed  oggi ne impreziosiscono le vie sentieristiche.

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