L’Italia va sempre più a fondo, di Mario Bonelli

Sono fiero di essere stato un “gufo” come risulta dai miei precedenti articoli, e lo sono ancora di più attualmente, nel giudicare negativamente l’operato di Renzi e del suo Governo. Gelata fredda, da quanto risulta dagli ultimi dati Istat, sulla diminuzione della produzione industriale in Italia, mentre l’economia europea nel suo complesso, rimane in area positiva. La crescita nel nostro paese, che dir si voglia, è diventata una “chimera”; la fanno invece da padrone la recessione, la deflazione, la stagnazione, causa/effetto, queste, delle medicine economiche errate di Renzi e del suo Governo. La domanda interna è drammaticamente ferma e la si può movimentare attraverso un abbassamento delle rendite improduttive, la riduzione della pressione fiscale, un innalzamento dei salari, ma l’attuale compagine politica al Governo fa “orecchie da mercante”. Dal lato delle imprese, queste fanno fatica a stare a gala, perché le banche non fanno credito a causa dei  loro grossi problemi, e se anche vengono offerti gli immobili dai loro clienti gli istituti di credito non sono interessati a questa garanzia, perché sono già pieni di immobili. Un timido segnale viene dal ministro Del Rio, su investimenti pubblici e infrastrutture, in particolare al Sud, meglio tardi che mai, ma questo doveva essere fatto già diversi anni fa, perché, da buon Keynesiano, ho sempre sostenuto,  che voltare pagina si può, in questo particolare momento e stato della nostra economia, solo con gli investimenti pubblici, perché sono la chiave di svolta per la crescita. Purtroppo a causa di economisti neo classici di oggi, come Monti, e la miopia dei suoi seguaci, Renzi e compagnia, hanno ridotto in fin di vita l’economia Italiana.

Mario Bonelli dottore commercialista in La Spezia

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