Il porto della Spezia ed il suo futuro dentro il nuovo sistema portuale La Spezia – Marina di Carrara, con il prossimo presidente di A.P

LA SPEZIA- Con la riforma portuale ed i nuovi 15 sistemi portuali nazionali anche il porto spezzino dovrà ripensare ad un assetto portuale che dovrebbe progettare banchine portuali integrate con destinazione d’uso più razionali e sostenibili per ricevere le varie tipologie di merci, considerate anche le banchine destinate alla crocieristica. Per quanto sopra è necessaria una pausa di riflessione per verificare l’attualità del vigente p.r.p., alla luce delle nuove regole e con il rinnovo dei presidenti delle A.P. ormai imminenti, come ha dichiarato il ministro Del Rio. Il richiamo di alcuni sindacalisti, insieme ad altri, per accelerare la realizzazione di nuove banchine nel porto della Spezia, non corrisponde alla necessità di un progetto condiviso e sostenibile in riferimento al nuovo sistema portuale; inoltre tale richiamo non corrisponde nemmeno al p.r.p. della Spezia che, ricordiamo, ha una prevista validità di 10 anni (come recita il suo titolo “2000-2010”), mentre ora che scriviamo siamo giunti al 2016!

Senza considerare che le banchine portuali da realizzare nel c.d. terzo bacino devono essere precedute, in modo imprescindibile, dai preliminari delle prescrizioni ambientali (fascia di rispetto ed altro), fino ad oggi non ottemperate. Senza considerare che mancano ancora i relativi monitoraggi e le verifiche sugli inquinanti atmosferici ed acustici, in vista della V.I.A., come precisato più volte dal Ministero dell’Ambiente. Pare proprio che chi predica l’accelerazione per nuove banchine portuali si dimentichi di chi è la responsabilità dei ritardi che tanti danni hanno determinato all lavoro portuale e alla salute dei cittadini, residenti nei quartieri adiacenti al porto commerciale (ancora costretti a rivolgersi da anni alla magistratura).

Per la V.A.S. provinciale, Franco Arbasetti

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