Tullio Solenghi e il Trio d’Archi di Firenze a Levanto

LEVANTO– Sabato 6 agosto la magnifica cornice di Villa Agnelli a Levanto accoglierà la tradizionale e attesa serata di musica e recitazione del XXV Festival Massimo Amfiteatrof, intitolata “Mittente: Wolfgang Amadé Mozart“.
L’evento ospiterà il celeberrimo attore e registra teatrale Tullio Solenghi, accompagnato dal Trio d’archi di Firenze, e sarà dedicato a uno dei più grandi geni della storia della musica. La sapiente ironia e la prorompente personalità dell’eclettico Solenghi accosterà alcune delle lettere più significative, scritte da Mozart, all’esecuzione del suo ultimo capolavoro cameristico, il Divertimento in mi bemolle maggiore K. 563, scritto al termine della sua vita, in cui sembrano convergere e sublimarsi tutte le precedenti esperienze compositive: il risultato sarà un meraviglioso e intenso connubio di musica e teatro, in un alternarsi di ironia, emozioni, facezie e arguzie.

La serata a Villa Agnelli richiederà la prenotazione presso l’Ufficio Informazioni Turistiche di Levanto (tel. 0187 808125) al costo di 10 €.

L’epistolario di Mozart è incredibilmente vasto e si compone di circa 1400 lettere. Tali documenti sono, per mole e ricchezza di dettagli, il più importante epistolario di un musicista del Settecento e costituiscono una fonte preziosissima e insostituibile per la ricostruzione biografica del compositore e lo studio delle sue opere: una buona parte della sua vita, infatti, è nota solo grazie attraverso tali missive.
Nella corrispondenza di Mozart si ritrovano la spontaneità geniale e appassionata delle sue opere, i medesimi accostamenti di gioiosità e tragedia, nonché i caratteristici capovolgimenti di stati d’animo. L’autore sentiva la necessità di mettere per iscritto le idee che si affollavano nella mente.

L’epistolario mozartiano venne scritto soprattutto in viaggio: in 35 anni di esistenza il compositore visitò 2014 tra paesi e città di nove diverse realtà nazionali europee e trascorse lontano da casa ben 3720 giorni. Il corpus di lettere rappresenta quindi un viaggio “virtuale” nel panorama musicale dell’epoca, nelle problematiche e nelle aspettative degli autori classici che sono riusciti a raggiungere la notorietà internazionale, ma anche un diario intimo e personale che include tutte le impressioni raccolte durante i lunghi “pellegrinaggi”.
Mozart era un vero e proprio “cittadino del mondo”: pur essendo un musicista, seppe sempre cavarsela brillantemente fra i colleghi e nei numerosissimi ambienti che frequentò.

La corrispondenza di Mozart segue per intero la sua breve vita e introduce una molteplicità di destinatari: vi si trovano, ad esempio, l’insoddisfazione degli anni salisburghesi al servizio dei vescovi Colloredo, le esibizioni con la sorella Nannerl in Europa, le “avventure” dalle osterie alle corti, le lezioni di contrappunto a Bologna, la visita al castrato Farinelli, gli insuccessi parigini e la morte dell’amata madre Anna Maria, l’incontro a Londra con uno dei figli di Johann Sebastian Bach, Johann Christian, il complesso rapporto con il padre Leopold, l’intimità con la moglie Constanze, fino alla decadenza finale e alle difficoltà economiche tali da spingerlo a suppliche umilianti alla ricerca di qualche commissione.

L’epistolario mozartiano è noto anche per la giocosa scurrilità delle lettere in esso contenute, le quali rivelano un uomo comune, un giovane impertinente e giocoso, un animo divertito dalla vita. «Nel caso di Mozart, il rapporto tra “uomo” e “artista” è stato per molti studiosi piuttosto sconcertante» ha scritto il sociologo tedesco Norbert Elias in uno studio dedicato al compositore. «II suo ritratto, così come emerge da lettere, racconti e altri documenti, male si accorda con l’immagine ideale precostituita di un genio. Mozart era un uomo semplice, che non colpiva in modo particolare quando lo si incontrava per strada».

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