“La fine del nuovo” Inaugurazione sabato 6 e domenica 7 al Castello di San Terenzo e all’Oratorio Santa Maria di Tellaro

LERICI– Due segmenti di un’unica mostra itinerante d’arte contemporanea, “La fine del nuovo”, curata da Paolo Toffolutti, organizzata da Neo Associazione culturale di Udine e prodotta da un network di soggetti pubblico-privati.
Sedici capitoli diversi, 400 opere, 88 artisti e 37 autori, chiamati a interrogarsi sul tema della rinuncia alla produzione del nuovo nel dibattito culturale contemporaneo.
Un viaggio di città in città, partito da Udine lo scorso maggio con arrivo a Trieste a maggio 2017, che questo fine settimana approda a San Terenzo e Tellaro.
Tra gli 88 complessivi, anche tre artisti del nostro territorio: Daniela Spaletra, Maria Grazia Cantoni e Gino Dugo, che esporranno nelle tappe di Udine e a Zagabria.

Sabato 6 agosto alle ore 18 sarà inaugurato al Castello di San Terenzo il Capitolo 5 della mostra, che rimarrà allestita fino all’11 settembre.

Il 7 agosto, ore 10, sarà la volta del capitolo successivo, esposto all’Oratorio Santa Maria in Selaà di Tellaro. 

˂È con grande entusiasmo e piacere che L’Amministrazione ha condiviso il progetto, lavorando in sinergia con altri soggetti pubblici e privati operanti nei rispettivi territori. La funzione sociale della cultura consiste proprio nel creare sviluppo e scambio – commenta il Sindaco di Lerici Leonardo Paoletti -. Per l’ampiezza e la ricchezza del percorso espositivo e il numero degli artisti partecipanti, “La fine del nuovo” si qualifica come testimonianza attendibile sugli attuali sviluppi dell’arte contemporanea. In modo particolare, la mostra rende esplicito il tema della fine del nuovo, il nuovo come mito fine a sé stesso, motore di ricerca della modernità, inserendosi nel dibattito attuale e complesso che anima l’arte del nostro tempo˃.

Il capitolo 5 “Sedotti e abbandonati” raccoglierà a San Terenzo i monotipi di Paola Angelini, che tentano di realizzare un libro aperto sullo studio di una botanica immaginaria, “illustrata” dalla stessa materia pittorica, le foto di Giulia Iacolutti, indagatrici di due diverse percezioni del tempo, incarnate da vite che finiscono e vite che rinascono, e le opere di Tadej Pogačar, che introducono il mondo delle No Event Action (Azioni Senza Eventi) e mostrano che la copia della copia di un’opera torna a essere opera. Goran Trbuljak esporrà foto concepite come schizzi per una scultura, il duo Small But Dangers, composto dagli artisti Mateja Rojc e Simon Hudalin, attraverso collage, enfatizzerà il potere della realtà costruita dai media e allo stesso tempo la sua distanza dalla realtà im-mediata.

Il capitolo 6°, “Soggetti Virali“, comprende invece a Tellaro i dipinti dell’artista Manuela Sedmach da cui emerge un’opera che non si esaurisce in una tematica ma è in divenire, le cui velature di pittura impalpabile restituiscono una profondità che tende all’infinito.
Entrambe le inaugurazioni verranno precedute da interventi pubblici. Si comincia sabato alle 18 con gli “Incontri alla Fine del Nuovo“: interverranno il poeta Ivan Crico, la docente di storia dell’arte Monica Nicoli, l’artista Tadej Pogačar, il docente di inglese Paul Rinaldi e il curatore Paolo Toffolutti.

A seguire gli interventi del Sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti, del presidente della regione Liguria Giovanni Toti, dell’assessore Ilaria Cavo e infine della presidente di Neo associazione Liliana Cormons. La serata proseguirà dalle 21 al Parco Shelley di San Terenzo con il rinfresco accompagnato da dj set, per poi spostarsi presso il circolo Arci Borgata Marinara di Lerici.
Domenica alle 10 riprendono gli “Incontri alla Fine del Nuovo” con gli interventi dell’artista Manuela Sedmach e del curatore Paolo Toffolutti. Nel corso dell’inaugurazione interverrà nuovamente il sindaco e l’assessore alla Turismo Luisa Nardone.
Le due mostre saranno aperte al pubblico tutti i giorni dalle 18.00 alle 23.00 a ingresso libero.
A settembre verrà realizzato un catalogo che raccoglierà tutte le opere esposte, distribuito nelle principali librerie e centri culturali dei territori che hanno dato ospitalità al progetto.

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