“L’Autorità Portuale della Spezia ed i suoi “autogol”con l’ingiunzione di sgombero ai concessionari della marine storiche di Canaletto e Fossamastra”

LA SPEZIA- L’Autorità Portuale spezzina e la sua arroganza manifestata con l’ingiunzione di sgombero ai concessionari storici delle marine del levante dopo l’ordinanza di sospensione del TAR Liguria e dopo che la discussione nel merito sul progetto di ricollocazione delle marine sul molo Pagliari (bene storico culturale) avrà luogo il 15 febbraio 2017 e prima di quella data non è possibile decidere alcunché.

Forse dovrà finalmente sedersi ad un tavolo di confronto con tutti i non singolo per singolo come ha fatto fino ad oggi come se il “progetto di ricollocazione dei circa 30 concessionari storici si potesse considerare “divisibile”in contrasto  con quanto previsto dal P.R.P. e dal consiglio di stato che ha riconosciuto in parte l’accordo del gennaio 2007 che fissava la unicità progettuale della ricollocazione.

Quindi “palla al centro”e sospensiva fino al 15 febbraio 2017 e nuovi danni ad uno sviluppo portuale sostenibile e “non invasivo nel golfo dei  poeti” per non entrare in collisione con la naturale vocazione turistica del territorio spezzino(mare-terra)

Ma ancora una volta il grande assente sull’importante questione della portualità spezzina è il comune della Spezia,complice di aver dato a suo tempo parere favorevole al progetto di ricollocazione sul molo Pagliari, nonostante la legge del 2012 lo avesse tutelato come bene ambientale fruibile per la città,rimesso in sesto,magari con qualche panchina e qualche lampione ma certo non poteva essere usato per utilità privata,costruendoci sopra strutture ed alla fine anche chiuso con il cancello che già esiste..

Grande umiliazione per “Exodus”e per la città tutta che non è riuscita a proteggerlo anche perché troppo pochi a combattere affinché questa struttura storica venisse valutata al meglio e non degradata come si presenta tuttora.

ll porto di La Spezia in questi ultimi 8 anni ha avuto, di fatto, una gestione molto discutibile da parte dell’attuale presidente pagando così con ritardi clamorosi (cosa che a molti di noi ha fatto piacere) e conseguenti danni agli operatori portuali,alla mitilicoltura ed ai concessionari;un presidente che,nonostante sia vicino alla scadenza del mandato,pare essere scatenato sino all’ultimo giorno sulle questioni di assetto del nuovo sistema portuale-La Spezia-Marina di Carrara che dovranno essere gestite dal nuovo Presidente di quella che sarà la nuova Autorità Portuale.

Rita Casagrande

Franco Arbasetti

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