Giorgio Di Sacco Rolla (Italia Nostra) su Piazza Europa

Finalmente piazza Europa riconsegnata alla città , dopo anni di tribolazioni. Più bella e più grande che pria?
La piazza sembra la stessa, con qualche modifica, eppure non è più la stessa, non solo perché non potrà sopportare i carichi statici di prima. I varchi di accesso al parcheggio e le due costruzioni laterali, simili a stazioni di superficie di una metropolitana che non c’è , delimitano lo spazio, cancellando quella sensazione di apertura che la vecchia piazza Italia/ Europa dava. Gli agorafobici ringraziano. Anche la fontana trasversale è scomparsa, sostituita da due vasche longitudinali con getti , più leggeri, funzionali alla creazione di quel cannocchiale che permetterà di collegare visivamente la nuova città al mare e che la vecchia vasca , avrebbe impedito. Però , nel frattempo , l’Autorità Portuale ha tirato su in quattro e quattr’otto quella stazione marittima con infissi in anodizzato, che il guardo esclude accecando il cannocchiale comunale.
Gli alberi sono pochi ed esili sempre per le suddette limitazione dei pesi; i lampioni , minimalisti, in qualche modo riprendono lo stile di quelli della nuova piazza Verdi vanettiana. E poi vi sono le lunghe sedute per Watussi ricavate sulle prese d’aria del garage , tese a favorire quella socializzazione che al contrario le vecchie panchine ostacolavano.
Insomma la stessa piazza che non è la stessa . Migliore, peggiore?
Ai posteri l’ardua sentenza, assieme al debito contratto per realizzarla.

Per il direttivo di Italia nostra della Spezia
Giorgio Di Sacco Rolla

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