I giudici contabili e riforma Madia non concordano sulla prescrizione del danno

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Mario Bonelli

Gli spezzini con memoria corta, oppure non interessa essere diventati patrimonialmente più poveri a causa del disastro delle partecipate comunali. Le conseguenze, sono una continua diatriba con il gestore per l’acqua più salata in bolletta oppure per i rifiuti. Quando fu presentata, qualche anno fa, alla Procura della Corte dei Conti di Genova, la relazione per danno erariale, causato da ignoti, per “mala gestio”, il Procuratore come risposta, mi disse, che ormai è tutto prescritto. Pertanto, tutti salvi, meno i cittadini. L’ennesimo colpo di spugna. La Corte dei Conti, ha sempre sostenuto, nei vari convegni, e in dottrina, che nei confronti della Pubblica Amministrazione, si dovevano sempre rispettare le tre E: Efficienza, Efficacia ed Economicità. Ora mi sforzo di concepire, che il caso spezzino:100 milioni di perdite e quasi 400 milioni di debiti nei confronti di fornitori e banche subiti dalla nostra Multiutility, a causa di amministratori e controllori incapaci, non abbia creato a detta della Procura della corte dei Conti di Genova un grave danno insanabile a carico della cittadinanza. Premesso quanto sopra, fanno riflettere, le perplessità manifestate in Montecitorio da parte dei giudici contabili, su una parte della “riforma Madia”. il Presidente dell’Associazione nazionale dei magistrati contabili, Ermanno Granelli, tiene a precisare, che la magistratura contabile, non è contraria alla riforma, ma non piacciono affatto alcuni profili molto delicati, come la riduzione dei termini di prescrizione previsti per il “danno”, in quanto tale riduzione incide sull’attività del procuratore; in particolare sottolinea il Presidente, “il risarcimento del danno, non si prescrive mai quando si fanno atti interruttivi”, in Francia, il credito erariale non si prescrive mai, perchè è un bene pubblico, un bene di tutti. Pertanto, continua, “servono strumenti più efficaci per i sequestri cautelativi per poter aggredire i patrimoni quanto si perfezionano le condanne”. Spero, che con queste affermazioni dei giudici contabili, il vento cambi, determinando una volta per tutte, che chi sbaglia volutamente o per incapacità, nell’amministrare il bene pubblico paghi di persona.

Mario Bonelli dottore commercialista e revisore enti locali

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