Fallimento di una città in relazione alla raccolta dei rifiuti

LA SPEZIA- Ogni giorno assistiamo alle proteste dei cittadini della nostra povera città, quartieri periferici compresi, invasa da mucchi di spazzatura che denota palesemente come il funzionamento della raccolta e la metodologia con cui la stessa viene fatta sia del tutto fallimentare. Negli anni 2010/2012,periodo in cui ha avuto inizio quella specie di raccolta porta a porta,nelle Circoscrizioni erano apparsi chiari i dubbi dei cittadini sull’uso dei piccoli contenitori che sono adatti in pochi luoghi e non certamente nelle vie cittadine.  È  ormai evidente che bisogna organizzarci sulle isole ecologiche con contenitori per la raccolta differenziata di cui vengano sistematicamente programmate prevenzione e pulizia. D’altra parte le regioni virtuose, come il Veneto per esempio, sono dotate di “isole ecologiche” nelle quali, in qualsiasi momento si possono conferire rifiuti differenziati con la possibilità del controllo del contenuto.

Pare proprio che la città, per molte ragioni, abbia la necessità di rivedere l’organizzazione della raccolta di rifiuti onde evitare di dare, in primis, ai cittadini ed anche ai turisti  che ancora vengono in città (francamente non sappiamo perché viste le condizioni in cui versa) la vergogna dei topi che passeggiano tra la spazzatura ed i gabbiani che vanno alla ricerca di cibo.

Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)
Rita Casagrande (Quartieri del Levante)

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