Quando c’erano i Dire Straits…

1977, il panorama musicale è spaccato in due; da una parte, la disco-music con l’uscita della “Febbre Del Sabato Sera”, dall’altra il neonato movimento punk e comunque il variegato mondo del rock. Anche i giovani si dividono tra rockettari e discotecari, la frattura sarà netta per comportamenti, mentalità, abbigliamento e stile di vita. Il decennio ha visto diramarsi la musica in mille rivoli come il progressive, l’hard-rock, la psichedelia ereditata dai sessanta, i primi embrioni di rap, il punk, il reggae e l’heavy-metal. La disco evolverà in seguito nella dance, in parte nella new-wave, poi nella house e via dicendo. In questo variegato mondo di stili, ecco che irrompe sulla scena una band che suona del rock normale, del rock-blues canonico e la cosa sorprendente, è che avranno un successo strepitoso, sono i Dire Straits. Il cantante, Mark Knopfler, ha una voce nasale e suona la chitarra in modo originale, la linea melodica, grazie a questo modo di suonare, diventa subito riconoscibilissima. Il quartetto britannico, come migliaia di loro coetanei, incide un demo che contiene, tra le altre, il loro primo successo, “Sultans Of Swing” e proprio un deejay, colpito dal pezzo, lo passerà varie volte in radio decretando l’inizio della sfolgorante carriera dei Dire Straits. Ben presto esce il primo album, intitolato con il loro nome, e nel mondo vende subito parecchio conquistando le classifiche, in patria meno, nel Regno Unito c’è ancora il boom del punk a catalizzare l’interesse dei giovani. Oltre alla succitata “Sultans Of Swing” che esprime in pieno il sound del gruppo con il tipico botta e risposta tra cantato e fingerpicking e con un assolo finale che da solo vale l’acquisto, gli altri brani spiccano per le atmosfere a volte jazzate, altre tendenti al country, spesso dai toni soffusi. “Water Of Love” parla del bisogno d’amore di un uomo che ne necessita come l’acqua, “Southbound Again” è un brano autobiografico di Knopfler dove si parla della migrazione interna alla ricerca di lavoro, “Down To The Waterline” racconta la nostalgia di una donna per un amore perduto, “In The Gallery” parla del mondo dell’arte che valorizza le opere solo dopo la morte dell’autore e via discorrendo. Questo album d’esordio, porta visibilità ai Dire Straits che tuttavia volano basso, altra caratteristica della band, stando ben lontani dagli eccessi del music-system e permette loro di lavorare con serenità al secondo lavoro. Il ferro va battuto quando è caldo, dopo pochi mesi esce “Communiqué”, un disco che farà da ponte tra il buon debutto ed il successo planetario che arriverà di lì a poco. Da “Communiqué” viene estratto un singolo che spopola nelle radio, l’affascinante “Lady Writer” e chi finora non era rimasto ancora conquistato dalla tecnica di Knopfler, qui trova un esempio mirabile. Il disco è introdotto dal soft-country di “Once Upon A Time In The West” e si snoda con “Where Do You Think You’re Going?”, un brano che parla della reazione orgogliosa di un uomo lasciato dalla propria donna, “News”, “Angel Of Mercy” e così via. Consolidato il loro spazio nell’affollato mondo musicale, i Dire Straits, quasi senza rendersene conto, stanno per piazzare il botto, un botto clamoroso, il terzo album “Making Movies”. I due singoli “Tunnel Of Love” e “Romeo And Juliet”, proiettano i nostri eroi in vetta alle classifiche di mezzo mondo; “Tunnel Of Love” inizia con la musichetta di un valzer, “The Carousel Waltz” e parla di due giovani che si innamorano in un luna park ma che non si mettono insieme per la paura di entrambi di dover soffrire. Il brano, veloce, orecchiabile ma ben strutturato, termina con un assolo di chitarra di Knopfler considerato tra i più belli di sempre. “Romeo And Juliet”, splendida ballad, a dispetto del titolo parla di quanto si possa rendere ridicolo un uomo quando il suo amore non viene più corrisposto. In questo album troviamo anche “Solid Rock”, gran bel pezzo, e meritano citazione anche gli altri pezzi, “Skateaway”, “Hand In Hand”, “Expresso Love” e la conclusiva ed ironica “Les Boys”, ambientata in un locale gay di Monaco di Baviera. Il successo travolgente spaventa lo schivo Knopfler che, con la sua band, diventa ricercatissimo da altri celebri colleghi. Con la gloria arriva anche la separazione dal fratello David che proseguirà come solista e i Dire Straits partono per un tour mondiale di ben 115 date. Suonarono anche in Italia, dove godevano di gran popolarità, facendo ovunque il tutto esaurito; peccato per il concerto al Velodromo Vigorelli di Milano del 29 giugno ’81 dove un’acustica a dir poco orribile compromise la festa (testimonianza personale…). Il seguente “Love Over Gold” consolidò la loro fama e gli incassi e il successivo “Brothers In Arms” con “Money For Nothing” e la title-track vendette 30 milioni di copie. L’apice dei Dire Straits coincise con un lento declino accompagnato da riconoscimenti e collaborazioni prestigiose, dalla partecipazione al famoso Live Aid dell’85. Mark Knopfler, uno dei più grandi chitarristi di sempre, dopo un monumentale ed interminabile tour, decise nel ’95 che fosse ora di staccare la spina, decretando la fine improvvisa, così come improvvisa era stata l’apparizione sulla scena, di una band memorabile che ha lasciato un segno indelebile con il suo rock semplice e genuino, sempre oltre le mode.

(Fabrizio Bordone)

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