Quelli del rock-demenziale: gli Skiantos

Io sono uno skianto suono senza l’impianto con un urlo t’incanto – Si! Perché sono uno skianto. Io sono uno skianto se decido che vengo non è detto che canto…”. Chi ha vissuto il periodo d’oro degli Skiantos sa che sono stati il gruppo alternativo più spassoso che ci sia stato in Italia. Oltre alla geniale goliardia dei loro pezzi, sono stati degli sperimentatori e dei pionieri, la prima ondata punk italiana li ha visti protagonisti di primo piano. Il primo nucleo dei futuri Skiantos risale al ’75 con incisioni di avanguardia musicale quasi inclassificabile. La loro città, Bologna, vide l’esplosione del Movimento del ’77 caratterizzato da violenti scontri e manifestazioni di piazza cruente riportate nei loro brani “Karabigniere Blues” e “Io Sono Un Autonomo” per la famosa etichetta alternativa Cramps. Il leader Roberto Freak Antoni guida questo manipolo di scapestrati che quando si esibiscono in pubblico, sono soliti lanciare ortaggi alla gente. Una sera, si sono presentati sul palco dove si trovava una cucina a gas, un tavolo e delle sedie, si sono preparati un piatto di pasta, l’hanno consumato e se ne sono andati senza suonare. Alle rimostranze del pubblico, Freak Antoni ha apostrofato i presenti accusandoli di non capire niente e di essere un pubblico spregevole (l’espressione letterale non la riportiamo per decenza). Se nel primo album “Inascoltable” troviamo brani tendenti al punk ed ancora acerbi, il secondo “Mono tono” contiene brani passati alla storia del rock-demenziale e vale la pena di citarne parecchi: “Sesso E Karnazza”(io ti amo da matti, se mi vuoi ti lavo i piatti, ti regalo anche due gatti, dai facciamo quattro scatti), “Panka Rock” (Brucia le banche, bruciane tante, calpesta le piante), “Io Me La Meno”( Io me la meno ogni notte mi dimeno domani pendo il treno vado fino a San Remo. Io me la meno, io me la meno), “Vortice”( Se c’è la luna in cielo io ti penso sotto il melo, a te vola il mio pensiero, mentre mi faccio un po’ di nero), “Eptadone” e “Bau Bau Baby” dove il bau bau diventa il latrato di un cane. L’album successivo, “Kinotto”, è il loro più famoso ed è persino presente nella Top 100 dei dischi italiani di sempre della rivista Rolling Stone. In “Kinotto” è presente il loro brano più conosciuto in assoluto, “Mi Piaccion Le Sbarbine”: “Non posso farci niente, mi piaccion le sbarbine, mi sento un deficiente, ye ye ye. Lo so che non conviene, ma poi chi si trattiene. Quelle alte 1 metro e 80 quelle basse 1 e 50, non esiste divisione quel che conta è il calore…”. Questo brano passa molto nelle radio e contribuisce a far lievitare la fama degli Skiantos. Aldilà dei testi, non si creda che siano stati un gruppo puramente demenziale ma anche dei validi musicisti, al punto di aver suonato e collaborato con nomi famosi. Parteciparono al Concerto per Demetrio Stratos, il cantante degli Area scomparso prematuramente, dove erano presenti Guccini, Branduardi, Venditti, Finardi ed altri ancora. Nell’album “Kinotto”, troviamo altri classici della band come “Ti Rullo Di Kartoni”( Quando ti rullo di cartoni ti vien sempre mal di testa, io ti rullo senza sosta tu sei il primo della lista), “Gelati(Quando prendo lo stipendio in gelati me lo spendo, i gelati sono buoni ma costano milioni. I gelati sono buoni ma costano milioni), “Kakkole”( Se non hai voglia di parlare non ti posso biasimare, ma alle kakkole del naso tu ci devi fare caso. Voglio solo skakkolarmi skakkolarmi skakkolarmi. Non lo posso più negare io ci godo a skakkolare, e non cercare di distrarmi voglio solo skakkolarmi), “Kinotto” ( Il chinotto è molto bello, sale dritto nel cervello, col suo gusto effervescente, fa leggera la tua mente) e “Se Mi Ami Amami” (Se mi ami amami. Il formaggio mi fa impazzire, la ricotta mi fa morire, il gorgonzola c’ha la muffa, la mozzarella è molto buffa). Questi testi assurdi con delle rime baciate volutamente pacchiane e con riferimenti a rapporti sentimentali grossolani e droghe varie, sono il marchio di fabbrica degli Skiantos. Le musiche sono di solito rock, a volte duro altre melodico ed il cantato è spesso teso a scimmiottare i cantanti “veri” ed è esilarante. Indispettito dalla scelta di proporre il brano “Fagioli” per il Sanremo dell’80, Freak Antoni abbandona il gruppo per dedicarsi, tra le altre cose, al ruolo di scrittore, anche con buoni risultati. Dopo lo sbandamento iniziale, gli Skiantos continuano ed escono con un nuovo album, “Pesissimo!” con la voce femminile di Linda Linetti. Nel disco, ci sono pezzi come “Ailaik Tutti Fatti” (Tutti fatti come matti, noi rompiamo tutti i piatti, devi stare ai patti), “Sono Veloce”( La metropoli mi aggancia, ho problemi con la pancia. Son tranquillo sul vagone, mi stravolge la stazione! Sono veloce, nelle scarpe il piede cuoce) e “Sollievo” (I libri di scuola sono pattume, pesano molto e fanno volume, però non mi frega molto perché non mi servono più …..e perciò: Cazzi di chi studia). Senza Antoni gli Skiantos non sono gli stessi e le critiche li portano allo scioglimento. Si riformeranno in seguito ma il treno della grande popolarità è ormai perso. Hanno partecipato a due edizioni di Colorado Cafè e sono gli ispiratori, nello spirito, di Elio E Le Storie Tese. Non ci sarà in Italia un altro gruppo così demente, geniale ed originale anche perché, parafrasando un loro album, “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti”…

(Fabrizio Bordone)

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