Lettera aperta ai “compagni genuflessi” del PD, di Mario Bonelli

In questo momento della nostra vita democratica in cui si sta per cambiare la Costituzione per la quale sono morti i partigiani e i democratici hanno subito licenziamenti e persecuzioni negli anni di Scelba. Mi pare opportuno ricordare che chi fa politica ha il dovere di dire quello che pensa e non nascondersi in casa a cuocere le ottime patate di Pignone, bere il vino delle 5 terre, alla Coop o a maledire i populisti. Credo, e questa è una mia opinione, che i protagonisti della vita politica cittadina pronti ad indignarsi quando c’è da fare bella figurare a sentirsi parigini o belgi, ma mai siriani o afghani quando gli americani bombardano le popolazioni civili, abbiano il dovere di dire la propria opinione.
Certo capisco che andare contro il “renzipensiero” è pericoloso, si rischia di incrinare rapporti di amicizia con questo o quel personaggio che può essere utile e assicurare che nella vita bisogna essere prudenti. A volte, a mio parere, la prudenza dei politici diventa disgustosa. Mi viene in mente Gramsci quando scrisse una lettera agli indifferenti; ecco il grande Gramsci aveva capito tutto dei politici italiani e dopo tanti anni sono ancora lì sempre uguali, sempre pronti a salire sul carro del vincitore, come diceva Flaiano. Uno spettacolo che fa vomitare.
Insomma, politici del PD parlate!
Avete ucciso Gramsci una seconda volta, tradito la Resistenza, vergognatevi!

Dott.Mario Bonelli

Advertisements
Annunci
Annunci