Disabilità e tempo libero: un intervento di Alessandro Ludi (Ha. Rea ONLUS)

LA SPEZIA- Riceviamo e pubblichiamo.

Buongiorno,
mi chiamo Alessandro Ludi, presidente di Fondazione Ha.Rea ONLUS e padre di Lorenzo, un ragazzo di 27 anni e mezzo, con tetraparesi spastica grave. Vi scrivo per segnalarvi un problema che dura da sempre e che pensavamo di aver finalmente risolto, dopo anni di richieste e trattative con i vari assessori ai servizi sociali della nostra città. Il problema legato alla disabilità grave dei nostri ragazzi è quello relativo al tempo libero e alla loro indipendenza. Una persona con tetraparesi spastica grave dipende perennemente da altre persone, quasi sempre i genitori, creando una specie di simbiosi che, spesso, consuma entrambi. Naturalmente quasi tutti i genitori se ne fanno tranquillamente carico; riuscire però a garantire a queste persone con gravissime disabilità un minimo di socializzazione e di divertimento, indipendenti dai familiari, significa migliorare notevolmente la loro qualità di vita con poca spesa. Come presidente della Fondazione Ha.Rea ONLUS e con delega della Consulta provinciale, avevo iniziato da alcuni anni ad affrontare questo problema con l’allora assessore ai servizi sociali Stretti Andrea, il quale aveva capito l’importanza del problema ed aveva collaborato con noi a trovarne una soluzione, soluzione che si era presentata all’inizio dell’anno con grande soddisfazione nostra e con grande aspettativa dei nostri ragazzi. Il nostro progetto era pensato per inserire nel percorso dell’assistenza domiciliare alcuni operatori che sarebbero stati utilizzati durante la settimana per aiutare le persone con gravissima disabilità e le loro famiglie nelle attività domiciliari e/o riabilitative e nei fine settimana favorendo, per i nostri ragazzi, finalmente la partecipazione a gite “fuori porta” senza l’ingombrante, per loro, presenza dei genitori. Un minimo di autonomia e una migliore qualità della vita. Il percorso intrapreso assieme ci aveva portato ad individuare degli operatori che già sono occupati all’interno del “Mazzini” e che, con ogni probabilità con il nuovo bando sociale , sarebbero stati a rischio occupazionale. A quel punto abbiamo pensato di giocare d’anticipo e, con l’avallo dei sindacati interpellati dallo stesso assessore Stretti, sentendo alcuni operatori della cooperativa e i loro dirigenti, abbiamo pensato di “girare “ i probabili perdenti posto nel nostro progetto ed eravamo giunti a pensare di farlo partire nel mese di maggio /giugno con alcune uscite “pilota” per essere pienamente operativi a luglio e garantire, per la prima volta nella vita di queste persone con gravi disabilità, la partecipazione ad alcune gite in compagnia di altre persone senza “papà e mamma”. Naturalmente questo progetto che utilizzava operatori , per i quali i fondi per il loro utilizzo erano già a bilancio, sarebbe stato a costo zero per la collettività. Purtroppo con l’estromissione dell’allora assessore Stretti le cose sono cambiate e, al momento , il progetto è stato affossato almeno per il 2016 e la spiegazione fornitaci è la classica super abusata ma sempre attuale “non ci sono più i soldi”.

E a pagare sono ancora e sempre i più deboli: delle persone con gravissime disabilità non autosufficienti i quali sopravvivono, ed alcune volte si divertono, solo grazie alle loro famiglie.

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