Un No dal mondo della cultura

La Spezia – pubblichiamo un nuovo appello a votare No al referendum costituzionale che parte dal mondo della cultura spezzino

Votiamo No al Referendum Costituzionale!

Diciamo no a una “riforma” che stravolge ben 47 articoli sui 139 della nostra Carta fondamentale. Una “riforma” votata da un Parlamento non legittimato, poiché è stato eletto con una legge (Porcellum) che è stata dichiarata incostituzionale.

Non cadiamo nella trappola della falsa “modernità”, del rinnovamento solo a parole che nasconde, al contrario, una “controriforma” che blinderà ulteriormente le azioni dei governi, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato e riducendo la possibilità di controllo degli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale).

Non è vero, inoltre, che si ridurranno drasticamente i costi parlamentari, che il Senato verrà abolito e i procedimenti semplificati. È vero il contrario; i costi si riducono solo di un quinto e l’iter delle leggi non verrà semplificato ma, se mai, complicato aumentando a dismisura il numero dei procedimenti legislativi. Inoltre il nuovo testo crea seri conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e Senato.

No a una “riforma” che, in nome della presunta stabilità di governo, riconfigura la fisionomia dello Stato in senso centralistico ed accentratore, toglie ai cittadini strumenti di controllo sulla politica in un’epoca in cui semmai ci sarebbe bisogno di più controlli, più trasparenza, più partecipazione.

La Costituzione va attuata e non modificata. La nostra attuale Carta difende la sovranità popolare, l’uguaglianza, il diritto al lavoro, alla salute, alla cultura, e decreta la superiorità del principio del bene comune.

Siamo cittadini della Repubblica Italiana e difendere la Costituzione è nostro interesse oltreché nostro dovere perché, come diceva Calamandrei, «lo Stato siamo noi.»
Dobbiamo difenderla anche contro i governi che cercano di smantellarla, quelli che, per dirla con Salvatore Settis «hanno smontato lo Stato, ridotto lo spazio dei diritti, svenduto proprietà pubbliche, anteposto il profitto delle imprese al pubblico interesse.
Dobbiamo essere con lo Stato in nome della Costituzione, anche contro i governi che non la rispettino e vogliano, anzi, distorcerla con improprie manovre. Dobbiamo misurare i drammi dell’economia sul metro della Costituzione, cercarvi soluzioni rivolte al bene comune, principio supremo che informa ogni sua parola.»

Votiamo e invitiamo a votare No al Referendum Costituzionale!

Sottoscrivono l’appello:

Alessandro Achilli, giornalista; Silvia Arfaioli, scrittrice; Marina Bassan, avvocato; Pier Paolo Bracco, ingegnere; Carmen Busiello, insegnante; Giancarlo Capozzoli, regista teatrale; Daniele Ceccarini, filmaker; Marco Cecconi, scrittore; Paolo Chang, critico musicale; Mario Ferri, imprenditore; Valerio Gennaro, epidemiologo; Irene Giacché, editore; Massimo Giuntoli, musicista; Nicola Giusteschi Conti, avvocato; Donatella Gnani, insegnante; Emilia Grandi; Paola La Ferla, insegnante; Roberto Lamma, avvocato; Stefano Lapucci, insegnante; Gino Marchitelli, scrittore; Nicola Mei, insegnante; Lorenzo Miccoli, attore; Giulio Milani, editore; Riccardo Pioli, grafico; Paola Polito, scrittrice; Gian Paolo Ragnoli, scrittore; Andrea Ricciolini; Silvio Rosi, musicista; Renato Scalia, consigliere fondazione Caponnetto; Paola Settimini, editore; Bebo Storti, attore; Carlo Tonfoni, scrittore; Anna Valle, scrittrice.

Advertisements
Advertisements
Advertisements