Dopo la frana, la rabbia di Adriana Incaviglia: “Inaccettabile rischiare ancora la vita sulla Ripa. Comitato pronto a dare battaglia”

VEZZANO LIGURE– Da quasi un anno è schierata, senza riserve, al fianco delle migliaia di pendolari che patiscono i disagi dovuti ai problemi che, da circa sei anni, interessano la Ripa e, insieme ai fedelissimi membri del Comitato che ha fondato, da mesi combatte strenuamente per chiedere la messa in sicurezza definitiva di un tratto di strada tanto fondamentale per l’intera provincia. Ma ieri pomeriggio, appena appresi i dettagli di quanto accaduto proprio dalle cronache di LaSpeziaOggi.it, Adriana Incaviglia, fondatrice e portavoce del primo e principale Comitato “Salviamo la Ripa”, vedendo concretizzato ciò che per tutti gli spezzini è ormai lo spettro di un vero e proprio incubo, ha accusato un forte malore, tanto da rischiare il ricovero in ospedale. A comunicare la notizia al nostro giornale è stata direttamente la donna, che in serata ci ha telefonato per esprimere tutto il suo malessere, trasformatosi, ben presto, in rabbia per l’ennesima tragedia sfiorata: “dopo tutti gli anni trascorsi tra disagi, lavori e soldi spesi è inaccettabile rischiare ancora la vita sulla Ripa, è una vergogna, un vero scandalo che ci indigna come Comitato e come cittadini – attacca Adriana IncavigliaQui c’è un problema ma, evidentemente, siamo arrivati a luglio 2016 senza che nessuno ancora lo capisse. La messa in sicurezza procede a singhiozzo e l’unica risposta che, di fronte all’ennesima strage mancata, ci è stata data dalle istituzioni è che “la frana è avvenuta in una zona nuova”. Ci sentiamo veramente ridicolizzati da chi è pagato con i nostri soldi – rincara la IncavigliaIl nostro Comitato è pronto a dare battaglia.”

Ciò che però manda su tutte le furie Adriana Incaviglia sono le ripercussioni con le quali la “questione Ripa” sta continuando ad incidere pesantemente sulla sua attività di ristoratrice: “ho ridotto il mio lavoro del 60%. C’è chi, ad ogni minima notizia, disdice una prenotazione e chi, invece, mi chiama dicendo che non verrà più a mangiare da me per paura di percorrere questa strada. Oltretutto, le autorità chiudono la strada senza comunicare, in alcun modo, che il mio locale è raggiungibile senza problemi: molti arrivano alla rotatoria di Fornola e vengono fatti tornare indietro. Sono intenzionata a chiedere i danni per questo, anche pregressi.” Adriana Incaviglia non nasconde il suo rammarico per l’atteggiamento umano, che ben esula da formalità e “protocolli” imposti dal ruolo, dei rappresentanti della politica che, in questi anni, hanno tenuto le fila della vicenda, ma sempre con lei in prima linea a “vigilare” sul loro operato: “ormai tutti sanno la mia situazione economica, ma nessuno si è mai degnato di venire neppure a prendere un aperitivo da me – si sfoga la leader di “Salviamo la Ripa” – gli unici che si sono preoccupati di organizzare qualche cena nel mio ristorante, per aiutarmi a racimolare qualche incasso perduto, sono stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle. Ringrazio, in modo particolare, Francesco Battistini, per il suo interesse e per essere stato al nostro fianco fin dal primo giorno, ma anche Valter Chiappini, Marco Grondacci e Andrea Fantini, per citarne giusto alcuni, che mi hanno aiutata per cercare di far tornare tanti clienti persi. Ed è anche grazie alla stretta sinergia di intenti tra noi e i “grillini” – conclude la Incavigliase il progetto di messa in sicurezza definitiva sta procedendo.”

(Francesco Munari)

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