Porto Venere: una riflessione sul caso Brunetti-Cozzani

PORTO VENERE – Ho letto l’articolo Quando i sindaci querelano i blogger. Il sindaco di Porto Venere trascina in tribunale Daniele Brunetti, che spiega come nei rapporti tra cittadini e amministratori prevalga il sistema dello scontro e il passaggio diretto alle vie giudiziarie. Non entro assolutamente nel merito delle singole vicende raccontate, che non conosco. A mio parere, il problema è ben più complesso dei singoli protagonisti e investe le categorie a priori della politica, la dinamica dei rapporti interpersonali, l’ontologia dell’essere amministrazione pubblica. A mio parere, in un piccolo comune, ma anche in uno di dimensioni più grandi i rapporti tra le persone sono immediati, diretti, ci si conosce tutti, si sa tutto di tutti. Più che un comune Porto Venere è se non una famiglia, forse troppo utopistico, un grande condominio in cui si vive uno accanto all’altro e la vita di ciascuno si intreccia con quella dell’altro. Una situazione, a mio parere, molto bella, che da un senso di sicurezza e di serenità. Certo può capitare che a volte ci siano malintesi, scontri, ma, ottimisticamente spero che le cose si possano chiarire discutendo. La persona offesa può chiarire e ottenere le scuse senza passaggi giudiziari, che non favoriscono il dialogo. Ciò che nell’articolo mi ha particolarmente sorpreso è scoprire che il Sindaco Matteo Cozzani prima critica il predecessore, poi procede a denunziare il compaesano Daniele Brunetti. Qualcosa non mi torna. A Porto Venere, come altrove, serve una stagione nuova, dove il dialogo e la discussione prevalgono su scelte diverse. Perché allora non creare un tavolo per cercare di costruire rapporti sereni e di collaborazione tra cittadini e amministratori e superare l’attuale situazione?

Vinicio Ceccarini

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